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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Economia

Aumenti autostrade, i sindaci protestano ma Strada Parchi si difende: "Non decidiamo noi"

Il caro tariffe sarebbe "frutto di scelte del Governo come previsto dal contratto di Concessione pubblicato sul sito del Ministero delle Infrastrutture, in un documento consultabile da ogni cittadino"

Con riferimento alle ultime prese di posizione dei sindaci abruzzesi riguardo al tema pedaggi su A24 e A25, Strada dei Parchi ribadisce che non decide, né potrebbe farlo, gli aumenti tariffari: essi sono "frutto di scelte del Governo come previsto dal contratto di Concessione pubblicato sul sito del Ministero delle Infrastrutture, in un documento consultabile da ogni cittadino". Sarebbe quindi la legge che stabilisce i criteri per la determinazione delle tariffe, incluse quelle del tratto Pescara-Roma.

"In fondo - informa una nota - pedaggi più bassi sarebbero nell’interesse di Strada dei Parchi in quanto potrebbero favorire un aumento del traffico autostradale. Va ricordato, inoltre, che quasi il 57% dell’importo del pedaggio finisce alla parte pubblica e che Strada dei Parchi su ogni euro incassa effettivamente solo 43 centesimi, con cui deve garantire il servizio, i dipendenti, la manutenzione, la sicurezza, la remunerazione degli investimenti e tutto quanto è necessario all’autostrada. L’autostrada percorre un territorio montuoso, complesso (153 viadotti e 54 gallerie) e soggetto a scosse sismiche. Le autostrade A24-A25 attraversano un territorio montuoso e poco abitato. Come dimostra l’assenza di offerte nelle gare per la gestione delle nuove aree di servizio, non si tratta di un’autostrada redditizia". 

Strada dei Parchi ribadisce ancora una volta la "massima disponibilità a confrontarsi con tutti i rappresentanti del territorio, come già accaduto in passato, perché comuni rimangono gli obiettivi di garantire ai cittadini massima sicurezza e fruibilità di A24 e A25. Deve però essere chiaro a tutti che, in assenza della approvazione del nuovo Piano Economico Finanziario da parte del Governo, come previsto dalla legge, tali obiettivi non siano pienamente perseguibili".

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