Aumento pedaggi autostrade A24 e A25, Confartigianato pronta alla protesta

Sillari interviene in merito all'ipotesi, sul tavolo ormai da tempo, di rincaro dei prezzi delle tratte autostradali regionali in concessione a Strada dei Parchi spa

«No all'aumento dei pedaggi sulle autostrade A24 e A25». 
Questo il chiaro messaggio che manda Gabriele Sillari, presidente della categoria Trasporti di Confartigianato Abruzzo, a Strada dei Parchi.

Sillari interviene in merito all'ipotesi, sul tavolo ormai da tempo, di rincaro dei prezzi delle tratte autostradali regionali in concessione a Strada dei Parchi spa.

Questo quanto afferma il numero 1 della categoria Trasporti di Confartigianato Abruzzo:

«Non può e non deve esserci alcun aumento dei pedaggi lungo le autostrade A24 e A25. Pronti a dare battaglia, il rincaro sarebbe una vergogna. A partire da lunedì 20 maggio, sull’A24, si viaggia su una sola corsia in ogni galleria, sia in direzione L’Aquila che in direzione Teramo. Inoltre è stato introdotto il limite di velocità di 60 chilometri orari e il divieto di sorpasso di fatto per tutti i veicoli, ed è stata anche imposta una distanza minima tra i mezzi di 50 metri. I disagi sono continui e queste misure hanno generato un aumento dei tempi di percorrenza. peraltro, nei giorni scorsi, la concessionaria che fa capo alla Toto Holding Spa, lungo la tratta dell’autostrada A25, tra gli svincoli di Pratola Peligna e Bussi/Popoli, ha disposto il divieto di transito ai pullman ed ai mezzi pesanti con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, con la conseguenza che tali mezzi sono obbligati ad attraversare i centri abitati, molto più trafficati».

Confartigianato Abruzzo e la categoria dei Trasporti sono dunque pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie. «Daremo battaglia, insieme alle altre forze produttive del territorio, chiedendo anche un intervento della Regione Abruzzo e dei Comuni interessat affinché venga scongiurato un aumento dei pedaggi che, a fronte di una simile situazione di difficoltà e limitazioni, non trova giustificazione alcuna. Un rincaro risulterebbe semplicemente vergognoso e susciterebbe grande malcontento tra gli operatori del settore».

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