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Domenica, 29 Maggio 2022
Economia

La denuncia di Assoutenti: "A Pescara e in altre 6 città il prezzo massimo della pasta supera i 3 euro al kg"

Assoutenti ha messo a confronto i listini di pane e pasta nelle principali città italiane

Prezzi alle stelle in molte città italiane per i prodotti di largo consumo come pane e pasta, a causa del caro bollette e dei problemi legati alla guerra in Ucrania che stanno facendo ulteriormente salire i prezzi delle materie prime. La denuncia arriva da Assoutenti che ha confrontato i listini di pane e pasta nelle principali città italiane, per capire come i rincari di luce e gas scattati lo scorso gennaio abbiano influito sui prezzi al dettaglio. Per il pane Ferrara è la città dove il prezzo del pane raggiunge il livello più elevato. In base alle ultime rilevazioni del Mise, qui un chilo di pane fresco realizzato con farina di grano costa fino a 9,8 euro (quotazione massima), mentre il prezzo medio si attesta a 5,31 euro al kg. Al secondo posto troviamo Forlì con il prezzo massimo del pane fresco a 9 euro al kg e prezzo medio 4,37 euro. A Venezia un kg di pane in media è venuto a 5,52 euro con 8,5 euro quotazione massima.

I listini superano i 6 euro/kg in numerose città, da Milano a Bari, passando per Ancona, Macerata, Bologna, Bolzano, Modena, Reggio Emilia, Trento e Udine. Le province più economiche risultano essere Napoli (2 euro al kg il prezzo massimo), Cosenza (2,5 euro), Benevento (2,65 euro). Sul fronte della pasta di semola di grano duro Cagliari è la città più cara d'Italia, con i prezzi massimi che raggiungono il record di 4,7 euro al kg (1,95 euro il prezzo medio), seguita da Sassari 3,35 euro (1,80 euro/kg il prezzo medio).

Per la pasta, Pescara è fra le citta più care dove il prezzo massimo supera i 3 euro al kg, assieme a Bergamo, Brescia, Genova, Grosseto, Macerata, Perugia. I listini più bassi si registrano a Messina, dove il prezzo massimo è di 1,86 euro (1,21 il prezzo medio), 2,07 euro il prezzo massimo a Siracusa. Furio Truzzi, presidente di Assoutenti:

"Sui listini di prodotti come pane e pasta pende oggi la spada di Damocle della guerra in Ucraina che ha fatto impennare le quotazioni internazionali non solo del grano, ma anche del gas e del petrolio, voci che incidono sui costi di produzione e, quindi, sui prezzi finali al pubblico. Per tale motivo esiste il rischio di concreto di nuovi rialzi dei prezzi compresi tra il +15% e il +30% per una moltitudine di prodotti di largo consumo, dalla pasta ai dolci, passando per pane, crackers e biscotti".  Il 15 marzo, Assoutenti assieme alle altre associazioni dei consumatori ha indetto lo sciopero dei consumi di luce e gas teso a boicottare il gas russo importato in Italia, invitando le famiglie a ridurre il più possibile l'utilizzo di energia e dare il proprio contributo concreto alle sanzioni verso la Russia

Assoutenti invita dunque i cittadini a seguire le seguenti accortezze: spegnere il riscaldamento o limitarlo a 15 gradi; lavarsi con l'acqua fredda; mangiare cibi senza usare il gas (pensate ai cittadini ucraini e alla loro alimentazione di questi giorni); non usare il ferro da stiro, la lavatrice, la lavastoviglie, e nessun altro elettrodomestico, o limitarne fortemente l'utilizzo; ridurre l'uso del cellulare, del computer e del televisore alle sole emergenze (servizi di informazione essenziali).

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