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Sabato, 22 Giugno 2024
Economia

Nell'ultimo anno 35 nuove imprese in Confindustria Pescara-Chieti, il presidente Pagliuca: "Siamo di fronte a cambiamenti epocali"

Nel corso dell'assemblea le testimonianze di chi grazie al fondo creato dalle realtà del territorio ha avuto un sostegno concreto per affrontare la pandemia: si guarda intanto alle sfide del futuro dove la parola d'ordine è "cambiamento"

Un'assemblea per presentare i nuovi associati e cioè i 35 entrati a far parte di Confindustira Chieti-Pescara nell'anno 2022-2023, ma anche per ascoltare le storie di chi, grazie al sostegno delle aziende del territorio, è riuscito a trovare uno sturmento in più per affrontare la pandemia.

Quella tenutasi nella sede di Confinustria è stata una giornata ricca di appuntamenti per fare il punto su quanto fatto e quanto c'è da fare.

A portare la loro testimonianza, grazie al fondo creato con la donazioen delle imprese, sono stati il direttore generale della Asl Chieti Thomas Schael, il referente dell'Unità complessa di cure primaria di Scafa Silvio Basile, il rappresentante della protezione civile di Penne Antonio Baldacchini, il responsabile della Caritas area vestina per l'arcidiocesi di Pescara Gianni Teodorico, la coordinatrice della Caritas Chieti-Vasto Stefania Menna e il presidente Isav (Associazione a sostegno dei malati di Sla) Lorenzo D'Andrea.

L'occasione per il presidente Silvano Pagliuca per parlare del futuro dell'industria partendo alla riflessione del guru del marketing Philp Kotler per cui “esistono due tipi di aziende: quelle che scompaiono e quelle che cambiano”. E cambiamenti, ha sottolineato, ce ne sono stati tanti con l'arrivo del covid e tanti cambiamenti aspettano il mondo dell'impresa alle prese con la quarta rivoluzione industriale.

“Stiamo vivendo un momento davvero unico, complicato, particolare, difficile come forse mai dal dopo guerra – ha detto Pagliuca durante l'incontro - Chi ha la mia età ha vissuto la fase giovanile e lavorativa in un mondo diviso in due. La parte definita Paesi industrializzati e il resto del mondo. Un mondo dove il 20 per cento della popolazione mondiale poteva usufruire dell’80 per cento delle ricchezze del pianeta. Non è più così, abbiamo nuove aree del pianeta dove, negli ultimi 30 anni alcuni Stati hanno rincorso un benessere condivisibile e per poterlo raggiungere hanno investito molto nella ricerca, nello sviluppo e lo hanno fatto con la determinazione dei Paesi dirigistici (non democratici) e quindi con la possibilità di fare programmi anche a trent’anni. E molto cambierà ancora”, ha ribadito.

“Pensate che la prima rivoluzione industriale non ha ancora raggiunto circa 600 milioni di persone che vivono in piccole fattorie e non hanno accesso alla meccanizzazione. La seconda rivoluzione non ha ancora toccato 1,2 miliardi di persone che non dispone dell’elettricità e la terza rivoluzione dove 3,9 miliardi di persone non possono accedere ad Internet. Tutto questo per dire che la 4 rivoluzione industriale Ai (intelligenza artificiale), big data, robotica, ingegneria genetica, informatica quantistica non è detto che toccherà tutti e non esserne toccati significa rimanere fuori dai giochi e dalle nuove geometrie. Motivo per cui abbiamo l’obbligo di cambiare”, ha chiosato Pagliuca.

“Grandi mutamenti epocali stanno investendo il mondo, i meegatrend: migrazioni, megalopoli, i cambiamenti climatici e la Zes (Zona economica speciale) stanno ridisegnando la geografia planetaria. Gli Stati non sono più definiti dai loro confini, bensì dai flussi di persone e dai legami finanziari, commerciali ed energetici, che quotidianamente li attraversano. In questo scenario. anche lo scontro tra potenze assume nuove forme. Dunque, dobbiamo fare attenzione alle asimmetrie di conoscenza, il rischio di diseguaglianze e dunque di potere saranno l’anticamera di nuove povertà per molti e nuove ricchezze per pochi. A noi cogliere la sfida – ha concluso - di colmare il divario di conoscenze anche in Italia. Dobbiamo preoccuparci? No, dobbiamo soltanto “occuparci”, occuparci di ciò che ognuno di noi può fare per un futuro migliore.”

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