Domenica, 21 Luglio 2024
Economia

Ammortizzatori sociali, la Uil lancia l'allarme: nel 2022 oltre 15 milioni di ore di cassa integrazione, nessuna ripresa

Il segretario regionale Michele Lombardo snocciola i numeri e se Pescara è seconda nella classifica regionale a impressionare è il dato di Chieti che con oltre 7 milioni di ore è tra le 15 città peggiori del Paese

I dati sugli ammortizzatori sociali sono preoccupanti per il segretario regionale della Uil Michele Lombardo che parla di un sistema economico regionale ancor in grande sofferenza che non sembra aver reagito alla crisi dettata dalla pandemia prima e a quella del caro energia poi. Quello che doveva essere l'anno della ripresa, il 2022, non lo è dunque stato, afferma Lombardo.

Ed è tutto nei numeri. Nel 2022 a cassa integrazione (cig) e fondi di solidarietà si è ricorso per 15 milioni 474mila 665 ore complessive: La provincia peggiore è Chieti che ne conta quasi la metà e cioè 7 milioni 773mila 972 ore. Seguono Pescara con 2 milioni 258mila 473 ore, Teramo con 1 milioni 2mila 843 e L'Aquila con un milione 385mila 732. Il dato più preoccupante è quindi quello di Chieti che con le sue ore di cassa integrazione colloca la città capoluogo tra le 15 “peggiori” d'Italia.

“Dato che diventa ancora più preoccupante – commenta Lombardo - se, nel caso di Chieti, prendiamo a riferimento l’anno 2019, anno di pre-crisi da Covid e senza caro energia a causa della guerra in Europa, quando le ore sono solo un milione 742mila 810. L’incremento nel 2022 è pari al 346 per cento”.

Stessa tendenza a livello regionale, dove l’incremento rispetto al 2019 è del 238,3 per cento. Con 4 milioni 574 mila 268 ore di ricorso Cig nel 2019 rispetto a 15 milioni 474mila 665 nel 2022.

“Questi numeri, oltre ad essere molto allarmanti, ci lanciano dei messaggi precisi – prosegue segretario regionale della Uil -. In primis la difficoltà dell’intero sistema economico regionale. Poi la drammatica condizione registrata nella provincia di Chieti, che è il locomotore dell’intero apparato produttivo abruzzese, soprattutto quello legato alle automotive. E che ha sofferto notevolmente nell’anno 2022 la crisi energetica e la crisi di approvvigionamento delle materie prime che hanno determinato un rallentamento importante delle nostre produzioni”.

“Per questo – conclude Lombardo riteniamo come Uil Abruzzo di avviare una nuova stagione di impegno, sostenendo con ogni mezzo il nostro apparato produttivo che, ricordiamo a tutti, vale moltissimo nella crescita sociale ed economica della regione”.

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