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Il grido d'allarme di Confartigianato Pescara: "Riaprire subito, il sistema sta crollando"

Gli esercenti lamentano ristori scarsi e che tardano ad arrivare, e le restrizioni ad oltranza rischiano di far collassare migliaia di locali e attività nel giro di poche settimane

Bar, ristoranti, negozi e settore benessere sono al collasso, con il sistema che non può più reggere chiusure ad oltranza. Nuovo grido d'allarme della Confartigianato Pescara che chiede riaperture immediate, in sicurezza, per i locali e gli esercizi che dispongono di tavoli all'aperto, mitigando così il rischio di possibili contagi da Covid.

L'associazione ribadisce che i ristori, di molto inferiori alle perdite, oltre a essere insufficienti tardano anche ad arrivare, con migliaia di imprese in Italia e centinaia a Pescara che rischiano il punto di non ritorno, ovvero la chiusura definitiva.

Ci troviamo di fronte ad una situazione peggiore perfino della terribile crisi del 2008. E siamo solo agli inizi. Non osiamo immaginare cosa accadrà quando verranno sbloccati i licenziamenti. Ci troveremo di fronte ad una marea di nuovi poveri che il sistema non sarà in grado di gestire".

Gli ultimi ristori risalgono ormai a novembre. I successivi sarebbero dovuti arrivare a febbraio, ma con il cambio del Governo sono slittati. Nel 2021 nessuno ha ricevuto nulla. A questo si aggiunga la necessità di ripresentare le istanze in base alle nuove regole, dovendo pagare ancora una volta i commercialisti. Poi ci sono le bollette e gli affitti, che vanno pagati. Chi non ha potuto farlo si troverà con migliaia di euro di debiti prima di poter riaprire. Il risultato è che migliaia di famiglie hanno finito ogni risparmio e oggi sono sul lastrico, mentre i pochi soldi che arriveranno non saranno sufficienti per ripartire

Il presidente e il direttore dell'associazione provinciale, Giancarlo Di Blasio e Fabrizio Vianale sottolineano come sia fondamentale tutelare la salute ma anche l'economia con chiusure insensate a Natale e Pasqua ma non nei periodo dove commercialmente si lavora meno con tanti ristoranti che hanno dovuto cestinare cibo per le chiusure dell'ultim'ora o le palestre che non aprono da mesi. Se la soluzione è il vaccino, la campagna va velocizzata in quanto le imprese non possono più attendere mesi per arrivare a una copertura significativa.

Chiediamo al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che già si è battuto contro la cancellazione della zona gialla per tutto il mese di aprile, di farsi portavoce presso il Governo. Non riaprire vuol dire condannare a morte l'economia

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