Economia

Agenzie di viaggio al palo, i titolari: "Siamo stati dimenticati"

Una delle categorie più penalizzate dalla crisi tornerà a manifestare dopo Pasqua. Per adesso solo promesse, pochi ristori e una assenza progettuale per il futuro. Gli imprenditori del settore sono preoccupati

Feliciano Marcantonio

La categoria delle agenzie di viaggio è senza dubbio tra le più penalizzate da questa crisi infinita, probabilmente insieme ai lavoratori dello spettacolo, della musica e della cultura. Penalizzate e a tratti dimenticate, a sentire i pareri di alcuni imprenditori pescaresi del settore che abbiamo interpellato. Sono tra i promotori di alcune manifestazioni di protesta civile che ci sono state nei mesi passati, fino ad arrivare, inutilmente, ai piani alti della Regione. È stato anche creato un comitato di agenzie indipendenti riunite, che ha coinvolto circa 180 agenzie sul territorio abruzzese. Il comitato sta studiando nuove forme di sensibilizzazione alla situazione della categoria, che presumibilmente verranno messe in atto appena dopo Pasqua. Sempre in attesa che anche il governo nazionale faccia la sua parte.

Alessandro Di Francesco è il titolare dell'agenzia “Il mondo alla tua portata” e attende alla finestra, quasi sconsolato, lo svilupparsi degli eventi: “Siamo sempre in attesa che le promesse che ci sono state fatte, vengano finalmente rispettate. Molti di noi non hanno nemmeno ricevuto i ristori in teoria garantiti dallo stato, mentre quelli che lo hanno ricevuto ovviamente non sono soddisfatti vista l'esiguità della somma che non ci copra nemmeno in minima parte i mancati incassi. È una situazione folle, considerando che dall'inizio della pandemia le agenzie di viaggio hanno subito un crollo di fatturato di oltre il 90 per cento. Per non dire il cento per cento. Quei pochi giorni che abbiamo lavorato, lo abbiamo fatto per cancellare viaggi già prenotati, quindi senza guadagnare nulla. Siamo stanchi, gli unici soldi che arrivano sono quelli delle bollette da pagare”. Qual è la prospettiva? “Sinceramente sono poco fiducioso anche in prospettiva estate, perché non vedo una strategia in ciò che i nostri politici stanno decidendo. Anche la notizia secondo cui in questo periodo verrebbero consentiti i viaggi all'estero, mi lascia perplesso: se non si creerà una procedura diversa per quei clienti che decidessero di andare all'estero, sarà tutto inutile o quasi perché solo una piccolissima percentuale potrà permettersi di stare in quarantena una volta rientrato dalla vacanza o dal viaggio di lavoro che sia”.

Alessandro Di Francesco dell'agenzia "Il mondo alla tua portata"

Feliciano Marcantonio di “Eurotour” va deciso al cuore del problema: “Ok i mancati ristori o comunque l'inadeguatezza assoluta dei ristori, ok che anche noi abbiamo spese ingenti che continuano a correre, ma oltre a questi aspetti esiste anche una scarsa competenza nell'approccio alla questione. Da parte di chi? Certamente dei politici deputati a ricoprire certi ruoli di comando, che del settore viaggi e turismo conoscono poco o nulla. Sono molto deluso di come siamo stati trattati sia a livello nazionale sia a livello più locale, non ci sono interlocutori competenti. L'ulteriore testimonianza è che nell'ultimo periodo l'Abruzzo ha perso molti punti rispetto a tutte le altre regioni del Centro-Sud. Sono dati Istat ufficiali. Di sicuro torneremo a manifestare dopo Pasqua, ma l'aria che tira ci indica che probabilmente saremo chiusi fino a giugno. Prima di questa crisi Covid, come agenzia io mi sono salvato lavorando con altre regioni e con l'estero, ma adesso anche le ottime idee del passato non hanno più i piedi per camminare”.

Le date di eventuali nuove manifestazioni non sono state ancora comunicate, ma subito dopo le festività pasquali il comitato tornerà a farsi sentire. Grida, fino ad ora, inascoltate.

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