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Abruzzo, crolla l'export, calo superiore al 30%

I dati diffusi dall'Istat e dagli altri istituti statistici parlano chiaro: il primo trimestre del 2009 ha visto un crollo deciso delle esportazioni da parte delle imprese abruzzesi. Un calo pari al 34%, contro la media nazionale del 22%

L'Istat ed altri istituti di statistica hanno diffuso in questi giorni i dati riguardanti il fatturato e le esportazioni delle imprese italiane, divise per regione.

L'Abruzzo vede un brusco calo delle esportazioni: -34% circa rispetto al primo trimestre 2008, un calo di molto superiore alla media nazionale pari al 22% circa.

Un dato allarmante soprattutto perchè a cedere sono state, per la prima volta, anche tutte le industrie della Val di Sangro che fino ad ora avevano tenuto bene compensando invece i dati preoccupanti del territorio teramano e pescarese.

C'è da considerare poi che questi valori si riferiscono al primo trimestre del 2009, quando non era ancora avvenuto il terremoto a L'Aquila, un fattore da considerare che potrebbe portare ad un ulteriore calo delle vendite nel secondo trimestre.

A pagare la crisi sono soprattutto le medie e grandi imprese, mentre per le piccole il dato è leggermente più confortante.

Scendono sensibilmente le vendite di mezzi di trasporto, la metalmeccanica ed i manufatti, mentre tengono il tessile e l'industria farmaceutica.

Il PIL 2008 per i primi tre mesi in Abruzzo era pari a 1,97 miliardi di euro, mentre nel 2009 è stato di 1,29 miliardi.

La crisi quindi mostra tutti i suoi effetti anche nella nostra regione, e ci vorrà tempo finchè i segnali di ripresa arrivati dai mercati esteri, possano diffondersi anche sul nostro territorio.

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