Economia

In Abruzzo a dicembre calano i consumi per alimenti e bevande: nel Pescarese spesi 9 milioni in meno rispetto al 2019

Saranno spesi complessivamente in questo mese 287 milioni di euro per l'acquisto di alimenti e bevande per cenoni e veglioni casalinghi, circa 35 milioni in meno rispetto allo scorso anno

Cala anche se non in modo drammatico il fatturato stimato per l'acquisto di alimenti e bevande in Abruzzo nel mese di dicembre. Confartigianato Chieti L'Aquila ha diffuso i dati relativi ad uno studio che ha paragonato la spesa fatta lo scorso anno con il mese di dicembre in corso. La spesa stimata sarà di 287 milioni di euro nelle 4 province, a fronte di 322 milioni del 2019. Un settore che dunque tiene, nonostante l'impatto del Coronavirus. A livello provinciale, 84 milioni verranno spesi in provincia di Chieti (-11 mln), 69 in provincia di Pescara (-9 mln), 67 in provincia dell'Aquila (-8) e 66 in provincia di Teramo (-8).

Ora, spiega Confartigianato, è fondamentale che i consumatori si indirizzino verso prodotti locali, per aiutare l'economia abruzzese duramente segnata da questa seconda ondata di contagi con restrizioni che non hanno di fatto concesso ossigeno e spazio per allentamenti prima del periodo natalizio e delle chiusure imposte dal Governo.

L'Abruzzo comunque si conferma una regione con vocazione artigiana della food economy abruzzese: il 18,2% del totale degli addetti delle imprese del settore (16,1% in Italia). Circa 7.151 operatori lavorano nell'artigianato dato che colloca l'Abruzzo al nono posto della classifica nazionale. Nella regione, al terzo trimestre del 2020, sono attive 2.320 imprese artigiane. Il peso dell'artigianato alimentare sull'artigianato totale è pari al 7,9%.

Ovviamente, spiega Confartigianato, la crisi Covid ha inciso pesantemente sulle imprese di ristorazione con un drastico calo del fatturato e ripercussioni sui livelli occupazionali della food economy.

Ora più che mai, soprattutto a Natale, periodo in cui i consumi aumentano, bisogna sostenere le attività locali, affinché possano ripartire. In una logica di promozione e rilancio del 'made in Abruzzo' invitiamo la cittadinanza ad acquistare produzioni locali.

In questo modo, spiega l'associazione, si può dare un concreto aiuto alle micro e piccole imprese del settore food in ginocchio a causa della pandemia.

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