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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cultura

Teatro Immediato: il caso di Dorian Gray al Flaiano di Pescara

Manuele Morgese torna al Teatro Immediato con uno spettacolo che andrà in scena sabato 10 aprile alle 21 presso l'Auditorium Flaiano di Pescara: "Il caso Dorian Gray". Una reinvenzione drammaturgica del romanzo di Oscar Wilde

Manuele Morgese torna al Teatro Immediato con uno spettacolo che andrà in scena sabato 10 aprile alle 21 presso l'Auditorium Flaiano di Pescara: "Il caso Dorian Gray".

Una reinvenzione drammaturgica del romanzo di Oscar Wilde, tra eterna giovinezza e incubo, con la regia di Pino Micol, che spiega: «Tre personaggi e una sola storia che, per ragioni diverse, riguarda ciascuno di essi. Henry, Basil e Dorian. Sofisticato e fatuo come un vero dandy, il primo; morboso e solitario, il secondo; vanitoso e perfido il terzo, Dorian Gray, che nel romanzo di Wilde assurge a protagonista assoluto».

In questa reinvenzione drammaturgica dell'opera, invece, il suo ruolo «si equipara a quello degli altri due in uno smontaggio della trama narrativa ripensata nei termini di un'indagine processuale. Al centro dell'inchiesta, un mistero dall'intreccio tanto articolato da non essere noto, nella sua interezza, a nessuno dei tre. Henry, Basil e Dorian si avvicenderanno, così, in una serie di deposizioni corrispondenti ad altrettante visioni dei fatti. A tre punti di vista che, congiunti, offriranno allo spettatore la chiave di questo formidabile enigma, teatralmente concepito come una virtuosistica partitura per attore solista».

L'incalzare del ritmo, sempre più marcato nel passare da un movimento all'altro, è tale, secondo Micol, da «far maturare una suspense imprevista, e le atmosfere gotiche in cui matura la vicenda finiranno ben presto con l'assumere i connotati di un noir senza precedenti. L'eterna bellezza, la giovinezza dalla pelle liscia conservata per sempre, il corpo esentato dagli insulti del tempo; le brutture destinate a tutti gli uomini indistintamente, trasferite in un quadro, unica vittima dell'infernale clessidra. Sogno faustiano di impossibile realizzazione e per questo, almeno per una volta, concepito e vagheggiato da chiunque, appunto, come sogno».

Micol conclude: «Difficile raccontare l'impossibile; il genio di Wilde tenta di raccontare i diabolici eventi; Manfridi impavido cerca di andare oltre e di scavare nell'anima dei protagonisti dell'evento inimmaginabile; Manuele Morgese ed io tentiamo di esorcizzare le paure legate all'evento spaventoso giocando a riproporlo in teatro, unico luogo in grado di reggere l'impossibile, unico luogo in cui un attore, impasto di realtà e sogno diventa uno e tre personaggi confrontandoli, diventando ora l'uno ora l'altro, senza aver paura di presentare la verità di ognuno come la verità assoluta; sempre e comunque in bilico fra lucidità e follia»

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