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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cultura Via Spalti del Re (lungofiume / stadio Rampigna)

La storia del Circolo Canottieri "La Pescara"

Una struttura storica, inaugurata nel lontano 1° agosto 1924, che rappresenta uno dei simboli della nostra città. Ripercorriamo tutto il suo iter, dalla nascita fino ai giorni nostri

Il Circolo Canottieri "La Pescara" vide la luce nel lontano 1° agosto 1924. Correva il secondo anno dell’epoca fascista e un gruppo di giovani atleti di alto livello sociale, un po' perché alla ricerca di novità e un po' per una vena sportiva che esaltava la bellezza umana e la forma fisica secondo i canoni di quei tempi, decise di dare vita a un circolo ricreativo che aggregasse attorno a uno sport: questo sport fu il canottaggio.

A dare vita a uno dei più antichi circoli sportivi di Pescara furono nomi noti della Pescara “bene” dell’epoca, come i fratelli Coen, Gustavo D'Annunzio, Visconte Michetti, Ettore La Galla, Mario Tornar e diversi altri. Nel 1926 Gabriele D'Annunzio vi portò un rinnovato vento di cultura. L’originaria sede era posta più a valle della attuale, sempre sulla golena nord del fiume.

Era un edificio di due piani con una grande terrazza, come appare nelle cartoline commemorative degli 80 anni di attività del circolo. L'attuale sede, quella storica, fu realizzata invece nella seconda metà degli anni '30, con un progetto che fu precursore di un’edilizia sportiva di grande efficacia. Il progetto originale ricalcava lo stile e le forme di un’imbarcazione, infatti ancora oggi un occhio attento riesce ad ammirarne le linee con le caratteristiche finestre ad oblò.

La squadra di canottaggio che si costituì, dapprima a 2 e poi quella a 4, riuscì persino a qualificarsi alle gare preolimpiche dell’epoca. Con lo scoppio della II Guerra Mondiale, tuttavia, molti giovani rematori vennero chiamati sotto le armi e il circolo venne quasi interamente smantellato. Nel 1943 la città venne pesantemente colpita dai bombardamenti, ci fu il crollo dei ponti che collegavano le sponde del fiume Pescara, nonchè la distruzione di parte della sede "Canottieri".

Questi due episodi minarono l'unione del circolo. Negli anni 50 ripresero le gare, sotto la Presidenza di Renzo Tedeschi, ex canottiere e poi ai vertici dirigenziali per un quarantennio, con la partecipazione ad alcune regate regionali e nazionali. Sempre sotto la sua presidenza, nel 1959, la piena del fiume Pescara distrusse l'attrezzatura, le barche e parte della sede sociale. Negli anni '60 si aggiunsero nuove attività sportive oltre al canottaggio: il Basket e la Scherma.

Fu costruita una piscina e istituita la ginnastica artistica per i bambini. Negli anni '70, alcuni singoli atleti del circolo conquistarono campionati di motonautica mondiali e nazionali. L’attuale Presidente, Luca Nicolaj, che guida il circolo da 25 anni, ci racconta poi che “nel 1991 venne organizzato dalla società il "Primo Trofeo D'annunzio", dove la Canottieri si classificò seconda. La piena del fiume Pescara nel 1992, con l'acqua che si riversò su tutta la golena, distrusse nuovamente le barche, la piscina, il rimessaggio. Un altro episodio condizionò pesantemente la vita del “Circolo”: nel 1994 un giovane atleta perse la vita mentre si allenava sul fiume.

Il circolo, pur con mille difficoltà, continua ad aggregare ragazzi e con rinnovato entusiasmo si avvia a festeggiare, nel 2024, i cento anni di attività. Nel 2002, nell'ambito del progetto "Parco Fluviale", in accordo con la Provincia la sede è stata concessa al demanio pubblico a titolo gratuito, in cambio del continuo svolgimento delle attività dello stesso circolo via mare e via terra. Il Demanio a sua volta ha rilasciato l’edificio in concessione all’Amministrazione Provinciale, ad eccezione della parte adibita a Ristorante, per la quale è stata rilasciata apposita ulteriore Concessione demaniale ad un privato.

La valenza architettonica dell’edificio, pur se pesantemente compromessa da pesanti superfetazioni, e la memoria storica e sociale che questo spazio demaniale rappresenta per la città di Pescara, hanno spinto il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l’Abruzzo a dichiarare l’edificio sede del Circolo Canottieri (la Pescarina) di interesse storico-artistico, con Decreto n. 254 del 13.12.2010. Con delibera di Giunta n. 8 del 13 gennaio 2015 il Comune è subentrato alla Provincia rispetto alla concessione dei locali. L’immobile è pertanto tornato alla città (sempre con eccezione del piano Ristorante) con una apposita Concessione Demaniale che gli permette di poter ora disporre dei prestigiosi locali.

Circolo Canottieri interno

Le strutture dell’edificio (che sono sopravvissute persino ai bombardamenti) sono in effetti particolarmente degradate dal tempo e dall’usura e bisognose di interventi urgenti di consolidamento e ristrutturazione, tanto che parte degli spogliatoi ed alcuni locali, per le loro precarie condizioni, sono stati chiusi. L’edificio, fra le più interessanti testimonianze dell’architettura razionalista di Pescara, versa oggi in un stato di degrado che ne richiede un immediato e complessivo recupero.

“La Pescara dei rematori e per i rematori della Pescara”, così diceva Gabriele D’Annunzio, creatore dello storico motto del circolo: “Arranca! Sotto”. L’originaria sede era posta più a valle, sempre sulla golena nord del fiume. Era un edificio di due piani con una grande terrazza. Nella seconda metà degli anni trenta, si costruì la sede storica con un progetto che fu precursore di un’edilizia sportiva di grande efficacia. Il progetto originale ricalcava lo stile e le forme di un’imbarcazione, ancora oggi se ne possono ammirare gli oblò.

Particolarissima era la funzionalità dell’edificio. Era posizionato su pilastri, tipo palafitta, per evitare i danni delle esondazioni del fiume, nel piano superiore c’erano servizi e rimessa. Nel lato che guarda verso il mare, era stata realizzata una rampa per trasportare le imbarcazioni sul terreno e poi direttamente al fiume (non c’era la strada, come ben si vede su alcune foto d’epoca).

Al di sopra di questo piano c’erano due ampie terrazze con una torretta, il tutto ricordava il ponte principale di una nave con tuga centrale. Successivamente negli anni '60 e '70 furono realizzati degli interventi di ampliamento che gli hanno donato l’aspetto esteriore attuale ma ne hanno celato il progetto iniziale che per originalità e funzionalità fu un esempio da riproporre anche in altre sedi.

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