Robben Ford pronto per il Pescara Jazz, la nostra intervista

Il musicista, tra gli indiscussi miti della chitarra mondiale, torna in Italia per una serie di concerti e farà tappa anche nella nostra città. Appuntamento giovedì 11 luglio al teatro d'Annunzio. Ecco cosa ha risposto alle nostre domande

Robben Ford, uno tra gli indiscussi miti della chitarra mondiale, torna in Italia per una serie di concerti e farà tappa anche nella nostra città per la prima del Pescara Jazz 2019 al teatro d'Annunzio. Appuntamento giovedì 11 luglio alle ore 21 (organizzazione Ente Manifestazioni Pescaresi in collaborazione con Alhena Entertainment, info biglietti QUI). Lo abbiamo intervistato.

Che tipo di concerto dovrà aspettarsi il pubblico del Pescara Jazz?

"La mia attuale band è la stessa che ha registrato il mio ultimo album, “Purple House”. Suoneremo brani da questo disco, così come alcune cose più vecchie e un paio di pezzi che non sono mai stati registrati".

Nel suo palmares ci sono collaborazioni importanti con Miles Davis, i Kiss, Burt Bacharach, George Harrison, Jimmy Witherspoon e Joni Mitchell. Tra tutti questi artisti, ce n'è uno in particolare che le è rimasto nel cuore?

"Sì, ce ne sono tre: Jimmy Witherspoon, Joni Mitchell e Miles Davis. Ognuno di loro era un artista unico e completo: erano dei maestri nella loro arte. Avevano anche un modo naturale di invogliarti a dare del tuo meglio per loro, erano dei veri leader".

Lei è stato indicato dalla rivista Musician come "uno dei 100 più grandi chitarristi del 20° secolo". Che effetto le ha fatto questa definizione?

"Nessun effetto. Generalmente il giornalismo sembra essere coinvolto di più da ciò che è popolare in quel momento. Quell'articolo è stato scritto poco dopo il mio tour con George Harrison e Joni Mitchell. Ero nuovo sulla scena e stavo ricevendo un po’ di attenzione".

Nel suo stile c'è un po' di tutto: blues, jazz, fusion e funky. Ma se le chiedessero di dare un'etichetta alla sua musica, cosa risponderebbe?

"Io sono fondamentalmente un chitarrista blues, ma adoro tutti i tipi di musica e cerco di trovare un modo per utilizzare un po’ di quello che ho imparato da tutte queste ispirazioni: jazz, blues, rock, pop, musica indiana e classica. Perché non usarli tutti?".

Progetti per il futuro?

"Sto investendo le mie energie nella produzione di dischi a Nashville, dove attualmente vivo. Meno tour e più lavoro "a casa". Nashville è sicuramente la città musicale più vivace degli Stati Uniti. Ecco perché mi sono stabilito lì".

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