Cultura

Francioni: "Siamo sulla buona strada per la ripartenza, il teatro è un posto sicuro"

Il decreto sulle riaperture appena varato dal governo soddisfa - per lo meno in parte - gli operatori del settore. Abbiamo interpellato il produttore teatrale pescarese

La luce in fondo al tunnel è un po' più vicina, rispetto a prima, per i lavoratori dello spettacolo. Anche se si potrà parlare davvero di normalità quando le capienze al 100% verranno estese a club, palazzetti e stadi (adesso le quote sono, rispettivamente, del 50%, 60% e 75%), qualcosa si comincia comunque a intravedere. Insomma, il decreto sulle riaperture appena varato dal governo soddisfa - per lo meno in parte - gli operatori del settore.

Per il produttore teatrale pescarese Stefano Francioni "siamo sulla buona strada per la ripartenza. Ora bisogna far capire al pubblico che il teatro è un posto sicuro". Tra i tour di cui si occupa Francioni c'è anche quello di Nino D'Angelo, che avrebbe dovuto fare tappa a Pescara il mese prossimo (ma è tutto slittato a marzo 2022): "Il tour di Nino poteva non essere rimandato se questa riapertura ci fosse stata a inizio settembre", spiega. "Tuttavia a 20 giorni dal debutto è stato impossibile non rinviare".

Massimo Romeo Piparo, presidente dell'Atip, commenta la decisione presa dal governo come "una bellissima notizia per tutto il settore, è un incentivo e un segnale di ottimismo per delle aperture attese ormai da troppo tempo. La ripresa delle attività non potrà avvenire dall'oggi al domani, ci dobbiamo riorganizzare ma l'obiettivo ora è essere pronti per l’ultimo scorcio di anno. Tenendo conto che la capienza ridotta al 50% non era percorribile per i Teatri privati che si sostentano solo con la vendita dei biglietti, l'aumento al 100% permette di tornare a programmare eventi che hanno bisogno di un riscontro importante al botteghino, penso ai grandi Teatri (praticamente tutti quelli aderenti ad Atip) che allestiscono grandi spettacoli: adesso possiamo sperare in un fine anno in piena normalità. Di certo però, oltre all'aumento della capienza, servirà un sostegno economico e fiscale concreto per almeno un altro anno: la ripartenza per noi sarà lenta, dura e faticosa".

“I teatri - conclude Piparo - sono tra i luoghi più sicuri perché gestiti da persone che non hanno mai eluso una regola, gli spazi sono ampi e permettono una comoda gestione dei flussi, inoltre vengono adottate con rigore tutte le misure di sicurezza, temi questi che si sono un po' persi di vista. Ora dobbiamo serrare le fila ed essere concreti”.

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