Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cultura Civitaquana

Nicola D'Angelo dedica una poesia alla comunità ferita dalla pandemia

Il poeta abruzzese, comandante della stazione carabinieri di Civitaquana, è tornato di nuovo alla ribalta con la pubblicazione di un testo intitolato “Ricordo”. Ecco la sua spiegazione

Carabiniere e poeta. È questa, da sempre, la doppia veste del pennese Nicola D'Angelo, oggi residente a Civitella Casanova, che ha voluto scrivere una struggente poesia per la comunità ferita dalla pandemia. Il poeta abruzzese, comandante della stazione dei militari dell'Arma di Civitaquana, è tornato di nuovo alla ribalta con la pubblicazione di un testo intitolato “Ricordo”. Ecco la sua spiegazione: 

“Ho voluto dedicare questa ode al dolore collettivo della società, riconoscendo l’effetto di tante perdite e la sofferenza del periodo pandemico da coronavirus”.

Per il critico letteraio Massimo Pasqualone, “il dolore e la sofferenza si uniscono a una malinconia che trova però speranza di salvezza nell'amore, che sempre e comunque vince tutto, anche la pandemia. I versi del poeta si colorano di emozioni e si fanno forza per affrontare il domani. La poesia di Nicola D'Angelo vive, ancora una volta, il tempo del ricordo, il tempo della bellezza che, nella parola poetica, trova casa e difesa”.

Qui di seguito "Ricordo":

«Ricordo dimenticato nel silenzio notturno, sommerso dalle onde dalla marea, dal peso delle cose divenute gusci vuoti mentre le parole carezzano col calore della cera. Ricordo dimenticato nei giorni di luce per elidere le amarezze gli odi fiammanti. Ricordo per sempre, davanti agli occhi, la fragilità umana del 2020 ad oggi infinita, i nostri cari morti per nulla, la lunga lezione che ho imparato che nessuno si salva da solo, che l'amore non si ferma mai».

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