Morto Luis Sepulveda, il cordoglio della Fondazione Pescarabruzzo e del Premio Flaiano

La scomparsa del celebre scrittore cileno ha destato commozione anche a Pescara, dove era venuto due volte: nel 1993, per ricevere il Premio Flaiano di narrativa, e nel 2013, quando gli fu consegnato il Premio internazionale NordSud

Luis Sepulveda a Pescara nel 2013

La morte di Luis Sepulveda ha destato commozione anche a Pescara, dove lo scrittore cileno era venuto due volte: nel 1993, per ricevere il Premio Flaiano di narrativa con "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore", e vent'anni dopo, cioè nel 2013, quando gli fu consegnato il Premio internazionale NordSud, creato dalla Fondazione Pescarabruzzo. E sono proprio questi due Enti a piangere, oggi, la scomparsa del celebre autore.

Il Premio Flaiano scrive:

"Lo ricordiamo così, e di come lo conoscemmo: si aggirava tra la gente un giovane scuro di pelle, con la barba un po' incolta, sorridente e impacciato. Vestiva un abito bianco che lo distingueva ad uno sguardo lontano. Quando prese posto tra i premiati molti si chiesero chi "fosse costui". Il suo nome era Luis Sepúlveda, scrittore cileno dalle grandi speranze".

La Fondazione Pescarabruzzo, invece, ricorda così Sepulveda:

"Capace di imporsi fin dall'esordio nella scena della letteratura latino americana, aveva posto la scrittura a fondamento consapevole di un'esistenza libera. La sua appartenenza a una tradizione straordinaria, in cui la storia politica della sua terra si intrecciava indissolubilmente con la biografia individuale, aveva reso la sua avventura letteraria di primissimo piano per originalità e importanza".

7 anni fa, al Premio internazionale NordSud, Sepulveda aveva ricevuto un riconoscimento per l'antologia "Ingredienti per una vita di formidabili passioni", lasciando alla platea una toccante interpretazione del concetto di "Contemporaneità":

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"La mia è un'idea di contemporaneità - disse - che non si ferma solo con il discorso intellettuale, ma che fa pensare alla contemporaneità come alla parola detta che viene portata via dal vento, perché parte dalla mia cultura del Sud. E così quando torno nel mio Paese, il Cile, mi piace assistere al "concorso della bugia". Arrivano i contadini. Sono cantori di bugie. Le storie raccontate non vengono scritte né registrate, lasciando che queste parole vengano portate via dal vento".

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