Martedì, 15 Giugno 2021
Cultura

È morto Franco Battiato, Pescara lo ricorda con affetto e commozione

Dalla collaborazione con il direttore della fotografia Daniele Baldacci ai vari concerti tenuti tra il teatro Massimo e l'anfiteatro d'Annunzio, era grande il legame del Maestro con la nostra città

Franco Battiato in concerto a Pescara nel 2013

Franco Battiato ci ha lasciato, e Pescara lo ricorda con affetto e commozione. Il Maestro, scomparso stamane a 76 anni, aveva diversi legami con l’Abruzzo: non tutti sanno, infatti, che il direttore della fotografia del suo secondo film da regista, “Musikanten”, è stato il pescarese Daniele Baldacci. Non solo: a Santo Stefano di Sessanio fu girata la scena chiave della pellicola, quella che “sancisce il passaggio dalla contemporaneità all’800”, come dichiarato all’epoca dallo stesso cantautore. Inoltre nel 2016 Battiato ha recitato come attore in "Padre" della pescarese Giada Colagrande, che interpreta sua figlia. Nel cast anche Willem Dafoe e Marina Abramovic.

Tornando alla nostra città, va sottolineato che nel 2005 Franco intervenne a Pescara come testimonial per il nascente progetto “Ode-On – Città della Musica”, tornandovi poi qualche anno dopo per partecipare a una rassegna artistica che si teneva all’Aurum. Nel 2013 si esibì due volte nel capoluogo adriatico: a febbraio (teatro Massimo) e a luglio (anfiteatro d'Annunzio).

In quest'ultima occasione dimostrò una volta di più la sua grandezza e la sua simpatia perché si "incartò" su un pezzo e, con assoluta nonchalance, decise di ripeterne l'esecuzione, ma non in maniera integrale, bensì fino al punto esatto in cui aveva sbagliato. Una volta ripristinata la corretta interpretazione della canzone, la interruppe non portandola a termine perché, disse, poteva bastare così. 

Franco Battiato Pescara teatro d'Annunzio 2013

Il tour era quello legato all'album "Apriti Sesamo", e le date pescaresi furono organizzate dalla Alhena entertainment, che oggi celebra il Maestro con queste parole: "Tanti sono i ricordi insieme all’inarrivabile Franco Battiato, di musica, di vita e di condivisioni di pensiero. Ogni suo concerto era un grande viaggio verso la scoperta di un qualcosa di nuovo, qualcosa da custodire e soprattutto da raccontare ai posteri... e questo desideriamo fare: raccontare la tua grandezza a chi arriverà in questo mondo nei prossimi anni. Buon viaggio, maestro, riposa in pace anche da tutti noi, rimarrai sempre presente attraverso la tua musica".

Il promoter Gianfilippo Di Felice parla poi di "un incredibile artista che ho avuto la fortuna di conoscere e incontrare durante tanti suoi concerti prodotti. Quello del 2013 al teatro d'Annunzio è uno di quelli a cui sono più affezionato. Che il mio saluto ti arrivi fin lassù, grande Franco". L'ultima volta di Battiato nella nostra città risale a cinque anni fa: era infatti il 2016 quando al teatro Massimo fece tappa il suo tour con Alice. Una curiosità: nel brano "Venezia-Istanbul", del 1980, Franco cita anche un nostro celebre concittadino, Gabriele d'Annunzio. I versi recitano: "D'Annunzio montò a cavallo con fanatismo futurista. Quanta passione per gli aeroplani e per le bande legionarie. Che scherzi gioca all'uomo la Natura".

L'artista, nato a Jonia (Catania), dopo i primi anni '70 dedicati alla musica elettronica e sperimentale sfornò capolavori come "L'era del cinghiale bianco", "Patriots" e "La voce del padrone", che lo proiettarono verso un successo da popstar, con vendite da capogiro. Aveva deciso di incontrare i gusti del pubblico, e così fu. Nel 1994 inaugurò un intenso e proficuo scambio culturale con Manlio Sgalambro, che è andato avanti fino alla morte di quest'ultimo, avvenuta nel 2014. Durante il periodo della collaborazione con il filosofo siciliano, tra l’altro, Battiato tornò a macinare grandi numeri a partire da "L’imboscata", pubblicato nel 1996: si trattava, per intenderci, del disco che conteneva la celeberrima “La cura”. Non c'è che dire: questa è una perdita enorme, di cui ci renderemo meglio conto tra qualche tempo. Addio, Maestro.

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