Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cultura

Addio a Chick Corea, protagonista di tante edizioni del Pescara Jazz Festival

Il leggendario pianista, morto a 79 anni per un tumore, si è esibito più volte nella celebre rassegna della nostra città. Tra le sue performance più emozionanti, quella del 2003 con Gambale, McFerrin e Weckl, senza contare il duo con Bollani nel 2012

Tutto il mondo della musica piange Chick Corea, che fu anche protagonista di tante stagioni del Pescara Jazz Festival. Il leggendario pianista, morto a 79 anni per un tumore, si è infatti esibito diverse volte nella celebre rassegna della nostra città. Il "debutto" avvenne nel 1984 ma, tra le sue performance più emozionanti, ricordiamo senza dubbio quella del 17 luglio 2003.

Lo accompagnavano Bobby Mc Ferrin alla voce e un super gruppo (la Elektric Band III) composto, tra gli altri, da Dave Weckl alla batteria e Frank Gambale alla chitarra. Il risultato, come è facile immaginare, fu straordinario: brani caldi, avvolgenti, ricchi di assoli e virtuosismi funzionali ai vari pezzi. Insomma: jazz moderno, grandioso, con autentiche punte di diamante come i momenti tratti dal bellissimo lavoro "Eye of beholder".

Chick Corea tornerà poi a Pescara nel 2009, nonché nel 2011 con i Return to Forever, formazione da lui fondata nel 1972 e considerata uno dei gruppi storici della stagione del jazz-rock. La line up di quella edizione di 10 estati fa vedeva insieme sul palco lo stesso Chick Corea al pianoforte e tastiere, con Stanley Clarke al contrabbasso, Lenny White alla batteria, Jean-Luc Ponty al violino e Frank Gambale alla chitarra.

La magica serata con Bollani al Pescara Jazz 2012

Infine, il 5 luglio 2012 ci fu il tandem con Stefano Bollani che aprì il quarantennale del festival in un teatro d'Annunzio strapieno. Circa due ore di musica per un live raffinato e piacevole, com'era lecito aspettarsi. Solo due pianoforti, affiancati tra loro, a creare un'incredibile magia. La coppia entrò in scena accolta da applausi calorosi e subito salutò il pubblico: Bollani si disse contento di poter aprire l'edizione numero 40 del Pescara Jazz, mentre Corea si divertiva a scattare alcune foto alla platea e indicava il suo compagno come "il mio amico genio Stefano".

Appena iniziato il concerto, non ci volle molto per capire che come "virtuoso" del duo era stato scelto Bollani: più estroso e lanciato, come sempre pieno di brio, era lui che "osava" e sembrava dettare i tempi. Corea diventava così un elegantissimo comprimario: forse più puntuale del suo partner, certamente più misurato, ma (com'era ovvio) non per questo meno bravo. Anzi. La caratteristica dei grandi sta anche nel sapersi mettere talvolta al servizio degli altri. E l'abbinamento tra i due artisti funzionò: si compensavano e si compenetravano a vicenda.

E quanto si stimavano! Si capiva dai molti "call&response" che mettevano in atto, ma anche dagli spazi che si lasciavano, rimanendo a turno da soli a suonare per qualche minuto, mentre l'uno osservava l'altro. Talvolta si divertivano anche a pizzicare le corde dei rispettivi pianoforti, "soffocandone" il suono e dando così vita a nuove suggestioni acustiche. I bis furono immancabili: d'altronde, come non concederli quando ci si era trovati di fronte "a nice audience", come lo definì Corea complimentandosi con i presenti? A proposito, chi pensava che Chick fosse scorbutico quella sera dovette ricredersi: sul finale, il Maestro 'duettò' persino con gli spettatori facendo cantare loro alcune note che stava suonando sulla propria tastiera.

Non c’è che dire: Corea è stato uno dei pianisti jazz più innovativi, amato e apprezzato anche da chi era immerso dentro altri generi. Lo dimostra, ad esempio, il fatto che nel 2002 Adriano Celentano lo abbia voluto nel suo album "Per sempre" come guest star in due canzoni, “Mi fa male” e “Per sempre”, oltre alla traccia finale “Radio Chick”, in cui il Nostro dava libero sfogo a tutta la sua classe. Quello di Corea era uno stile dove si fondevano accenti classici, sonorità latine e grandi intuizioni improvvisative, per uno spettacolo di altissimo livello. Ci mancherà, e anche Pescara sentirà la sua assenza. 

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