Il destino celeste di Pescara nel libro di Giovanni Liberato

Esce "La via celeste". Cos’è un ponte se non la sua funzione? Unire per attrazione di ciò che è costruito: questo è il destino celeste di Pescara, pontificale nella rappresentazione del suo essere ponte tra il passato e il futuro

Giovanni Liberato pubblica "La via celeste". La piana e le colline prossime alla foce del fiume Aternus sono strategiche da sempre. I vetusti abitati di Colle del Telegrafo testimoniano l’interesse delle antiche popolazioni per la zona, mentre i recenti rinvenimenti del parco Rampigna confermano l’ipotesi dell’estensione di Hostia Aterni al di là del fiume. Il destino celeste di Pescara è l’essenza di ciò che è nuovo a partire dal fulcro della comunità pescarese: la sua novella Cattedrale, Tempio Nazionale della Riconciliazione tra lo Stato italiano e la Chiesa di Roma; un evento che all’epoca catturò lo spirito del tempo e che produce ancora i suoi frutti. Certo, senza le sottili conoscenze di Gabriele d’Annunzio e Giacomo Acerbo, nulla si sarebbe potuto, ma i sentieri della storia sono misteriosi come quelli che portano al Dio.

La Chiesa di Santa Gerusalemme è stata e sarà il faro; il suo legame con la Città Santa è anche nei fatti del 1063 circa, come ben narrati nell’opuscolo intitolato Tractatus de passione Domini facta in civitate Aternensi; dalla pietra di quel sopruso contro l’esigua minoranza giudaica, sgorgherà la fonte del riscatto, anche se bisognerà aspettare Carlo V per la liberazione dalla feudalità di vicini ingombranti. Verranno i Francesi, e con loro la effimera repubblica dei lumi: sarà in Pescara il Consiglio supremo per gli Abruzzi, oltrepassando la suddivisione secolare dei vecchi capoluoghi.

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Simbolicamente, il dado è tratto: i Savoia nutriranno il mito scolpito dal fascismo nei cuori e nelle aspettative, prima ancora che sulla torre civica. Le moderne costruzioni di Pescara hanno segnato il novus come oggi lo segna il Ponte sul Mare, opera giocosa connessa alla grandezza del Calatrava in Sion. Cos’è un ponte se non la sua funzione? Unire per attrazione di ciò che è costruito: questo è il destino celeste di Pescara, pontificale nella rappresentazione del suo essere ponte tra il passato e il futuro.

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