Martedì, 19 Ottobre 2021
Cultura Manoppello

Geremia Mancini studia i personaggi che hanno fatto grande l'Abruzzo nel mondo

L'ex sindacalista di Manoppello: “Adesso mi occupo dello studio sull'emigrazione”. E ci racconta due esempi di abruzzesi emigranti che ce l'hanno fatta: Franceschini e Scarnecchia

Una nuova pagina della vita di un personaggio che ha fatto tanto nella sua carriera. Sindacalista per una vita (anche segretario nazionale della Ugl), politico, amante del suo Abruzzo e... sentiamo cosa ci dice Geremia Mancini che ora, da pensionato, oltre a godersi la famiglia, si sta “occupando dello studio sull'emigrazione, del mondo del lavoro in tutte le sue sfaccettature e spesso nelle sofferenze del lavoro che non c'è più, e anche del mondo delle tragedie minerarie dimenticate negli anni”.

Un riferimento che tanti abruzzesi sanno bene cosa vuol dire, è Marcinelle, in Belgio. Una delle più grandi tragedie di sempre nella storia dei minatori italiani emigrati, 262 vittime di cui tante italiane e molte anche abruzzesi. Era l'8 agosto del 1956.

“Io sono nato a Manoppello, Marcinelle ha segnato una pagina terribile della nostra esistenza e anche della mia gioventù. Ero un bimbo, nel mio paese vedevo troppe donne vestite di nero e troppi uomini afoni, non riusco a capire perché. Mio nonno un giorno mi prese da parte e mi spiegò, in modo semplice come si fa con un bambino. Quelle donne erano le vedove dei minatori morti nella tragedia, gli uomini che parlavano con sofferenza erano invece minatori malati di silicosi, che però erano riusciti a sfuggire alla morte”.

Un ricordo particolare è datato giugno 2013: “Personalmente mi sono fatto promotore di diverse manifestazioni organizzate per non far scendere il velo su Marcinelle, la più significativa nel 2013 quando venne a Manoppello Lech Walesa. Tutti sanno che è stato premio Nobel per la pace nonché presidente della Polonia, ma anche grande sindacalista che ha rappresentato una icona nella lotta per la difesa del lavoro, in difesa delle classi più deboli. Anche lui ha omaggiato le vittime di Marcinelle, raccogliendosi in preghiera”.

Oggi il mondo del lavoro è uno degli anelli più deboli della nostra società, è d'accordo?

“Una società civile che si rispetti dovrebbe avere un sindacato estremamente forte, che non confligga con la politica e che allo stesso tempo sappia dimostrare alla politica quando sta sbagliando. Ecco, oggi mi pare che questo ruolo manchi. Sembra incredibile che nel 2021 ci siano ancora tanti morti sul lavoro, spesso taciute. Il sindacato dovrebbe sentire la voce del lavoratore e delle sue sofferenze”.

C'è un altro aspetto che troviamo singolare nella sua nuova vita, diciamo da pensionato ma preferiamo definirla invece da studioso: la storia dell'emigrazione abruzzese (ma anche di altre regioni), con il reperimento di informazioni, curiosità, aneddoti su personaggi le cui origini partono proprio dall'Abruzzo: “Esatto, di personaggi ce ne sarebbero davvero tanti, il mio studio in questo senso è quotidiano. Due esempi. Il primo è relativo a un pescarese, Vincenzo Franceschini, diventato a metà del secolo scorso l'uomo più ricco del Canada. Figlio di un venditore ambulante, emigrò in Canada dove svolse tanti mestieri umili, quindi ecco l'intuizione: leggendo su un giornale che in Francia avevano trovato una macchina per scavare più potente di tutte le altre, convinse i suoi colleghi ad aiutarlo nelle spese per acquisirla. 'Vi restituirò il doppio di quello che mi avete dato', disse loro, e tanto fu. Riuscì addirittura a costruire l'autostrada più lunga del Canada in quell'epoca, sfruttando a pieno proprio le caratteristiche di quell'escavatore acquistato. Fece ovviamente anche molto altro, tanto che sulla sua persona e sul suo ingegno furono girati anche diversi film”.

Il secondo esempio? “La vita eccezionale di John Scarne, pseudonimo di Orlando Carmelo Scarnecchia perché la sua famiglia – anche in questo caso poverissima - era originaria di Barrea poi emigrata negli Stati Uniti. John spesso tornava con dei soldini a casa e questo faceva preoccupare soprattutto la mamma. Che lo seguiva ogni giorno, fino a scoprire che questi soldini arrivavano dal cosiddetto gioco delle tre carte. John ne aveva imparato i segreti da un vecchio baro, peraltro alcolizzato, a cui il ragazzino si era legato. La mamma capisce che John ha doti diverse dagli altri e quindi con i pochi risparmi familiari, lo manda a studiare come mago in una scuola dedicata. Ecco che John Scarne diventa un prestigiatore eccellente, probabilmente il più celebrato di tutti i tempi, tanto che nel film 'La stangata' Paul Newman si fa doppiare nel gioco delle carte proprio dal talento di Barrea. Da premettere che Paul Newman non si faceva doppiare da nessuno nei suoi film! In quell'epoca, John Scarne creò anche un gioco ('Il teko'), che veniva espressamente richiesto in qualsiasi albergo dove lei si trovasse da Marylin Monroe. John Scarne era anche molto amico di Orson Welles”.

Un'altra passione è... “Io adoro lo sport, li amo tutti. Lo sport ha grandi significati anche sociali e politici. Lo sport può influenzare le masse, spesso in modo positivo. Le mie fedi calcistiche sono due: il Milan e naturalmente il Pescara. Seguivo tutte le trasferte dei biancazzurri, che tristezza vederli così in difficoltà. È anche questo il segno dei tempi che passano”. Nel frattempo Geremia Mancini continua a studiare e a scoprire nuovi personaggi, a questo punto sarebbe utile riassumerli tutti in un libro? Chissà...

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