Sabato, 13 Luglio 2024
Cultura

Il thriller horror "Pantafa" di Emanuele Scaringi è un omaggio alle paure più profonde della tradizione abruzzese [VIDEO]

Ispirato alla figura della "Pantafica" che tormenta le notti di chi ha la sventura d'incontrarla è la protagonista del lungometraggio interpretato da Kasia Smutniak in cui il nostro territorio è grande protagonista

Chi almeno una notte nella sua intera vita non ha avuto la sensazione di essere sveglio e bloccato ne l proprio letto e sentito poi raccontare, magari da un nonno, che quella che era seduta su di lui era la Pantafica. Sono tanti i modi in cui questa leggenda si racconta nel nostro Abruzzo e ora la “Pantafa” arriva al cinema.

La donna con occhi indemoniati che tormenta i nostri sonni ispira infatti “Pantafa” il film di Emanuele Scaringi. Protagonista della pellicola di Fandango produttore con Cinema Rai è Kasia Smutniak. A riportare la notizia è ChietiToday. Un folk thriller horror con la casa di produzione che esordisce nel genere e sui grandi schermi dal 30 marzo.

La pellicola racconta Marta e Nina, madre e figlia. Una mamma single inquieta e ribella che porta la figlia, affetta da paralisi ipnagogiche e interpretata dall'esordiente Greta Santi, a vivere in un paesino delle montagne abruzzesi, Malanotte. La speranza è che l'aria salubre e i ritmi più lenti aiutino la piccola a guarire. Un arrivo che non viene visto bene dagli abitanti del posto dove di bambini non ce ne sono proprio per la paura che diventino vittime della “pantafa”.

Tanti i riferimenti all'Abruzzo a partire dalla località. Malanotte infatti richiama alla mente Buonanotte, l'antico borgo di Montebello del Sangro. Non mancano le eccellenze gastronomiche tra arrosticini, parrozzo, zafferano di Navelli, genziana e centerbe. Anche il dialetto è quello abruzzese e non è un caso visto che il regista Scaringi ha origini abruzzesi: il padre è di Altavilla, frazione di Montorio al Vomano (Teramo), mentre la mamma è di Vallinfreda, località della provincia di Roma che confina con l'Aquilano.

Durante la realizzazione del film il regista e il suo staff hanno chiesto “aiuto” ad un esperto delle tradizioni abruzzesi e cioè a Gino Bucci ai più noto come “L'Abruzzese fuori sede” proprio per saperne di più sulla figura della pantafica e su altri spetti della nostra regione. Proprio Bucci ha pubblicato pochi giorni fa ha postato un video di una delle scene del film in cui si assiste ad un'altra tradizione tipica di molte delle nostre realtà: “il ballo della pupa”.

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