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Federico Poggipollini conquista gli studenti delle superiori di Pescara

Ieri mattina, presso il Teatro Sant'Andrea di Pescara, si è tenuto l'incontro "No all'alcol" al quale hanno partecipato gli studenti delle scuole superiori di Pescara. Ospite d'onore Federico Poggipollini, chitarrista di Ligabue

poggipollini-419Sono all’incirca le 10 di mattina quando Federico Poggipollini, noto per essere il chitarrista di Ligabue, comincia a esibirsi di fronte a una platea speciale: gli studenti delle scuole superiori. Tutti ragazzi tra i 15 e i 17 anni, radunati al Teatro Sant’Andrea di Pescara per una buona causa: la sensibilizzazione nei confronti dell’abuso di alcol da parte dei minori. Capitan Fede è l’ospite d’onore di una manifestazione che si chiama “No all’alcol”, e per la quale ha accettato di buon grado di fare da testimonial: “Non è l’orario più indicato per cantare: di solito, a quest’ora ci si sveglia!”, scherza il musicista bolognese, che sembra divertito di fronte a una situazione per lui certamente inusuale. Abituato alle folle oceaniche del Liga, con serate che tengono sempre fede alle “Certe notti” del rocker di Correggio, Poggipollini si ritrova ora a suonare di mattina per un pubblico senza dubbio più ristretto. L’artista si presenta in trio, allestendo un set semi-acustico: proporrà alcune canzoni del suo repertorio intervallandole ai contributi di due esperti del settore.

Dopo “Taxi viola”, canzone estratta dall’ultimo album “Caos Cosmico”, tocca alla dottoressa Splendora Rapini, responsabile del Servizio di Alcologia dell’Ospedale di Pescara, che spiega: “L’Italia è il Paese dove si comincia a bere prima di tutti gli altri: a 11 anni. E prima si comincia a bere, più facile è il rischio che si crei una dipendenza. Sotto i 16 anni, il fisico non è pronto per smaltire l’alcol”. La Rapini rivela che sull’alcol ci sono molte idee sbagliate: “Non è vero che faccia buon sangue, come spesso si usa dire soprattutto del vino; non è vero che disseta, perché in realtà fa eliminare i liquidi, come l’urina e il sudore; non è vero che aiuta le performance sessuali. Esistono molte convinzioni totalmente errate”.

Il microfono torna a Poggipollini, che omaggia il teramano Ivan Graziani reinterpretando “Il chitarrista”, e racconta: “Il video di questa canzone è stato legato a un’iniziativa di alcuni ragazzi di Mantova per sensibilizzare sulle problematiche legate all’abuso di alcol. Durante il brano, infatti, scorrono in sovraimpressione alcuni dati sul consumo alcolico e sugli incidenti stradali da esso derivati. Tra l’altro, a Mantova c’è un quartiere fortemente disagiato, che io non immaginavo esistesse”.

La palla passa ora al professor Massimo Di Giannantonio, Ordinario di Psichiatria all’Università di Chieti, che movimenta la situazione camminando tra gli adolescenti comodamente seduti (e forse un po’ annoiati) sulle poltroncine del Sant’Andrea. Un ragazzo gli dice, spavaldamente, che la vita deve essere solo divertimento, e Di Giannantonio gli risponde senza scomporsi: partendo dal punto che l’alcol è un problema, il docente ricorda ai presenti che “nella vita i problemi arrivano e non chiedono permesso. Le difficoltà ci si presentano anche a 15 anni, senza che noi lo vogliamo. I ragazzini non muoiono per tumore o per infarto, ma per incidenti stradali dovuti all’alcol”. E ancora: “Se devo far vedere agli altri che sono figo e rimorchio, cosa mi può aiutare? Un bell’aperitivo, magari doppio, perché mi disinibisce. Questa, però, è una sicurezza alcolizzata, che prendo in prestito dall’esterno. Non è qualcosa che viene da dentro di me”.

Federico Poggipollini torna ad animare con la sua musica, e intona “Voglio il paradiso” e “Indelebile”. Viene poi proiettato uno spot della Regione Calabria che invita a non bere se ci si deve mettere alla guida. Le conclusioni sono affidate alla dottoressa Rapini, che parla del rapporto tra alcol e pubblicità: “Oggi in Italia esistono regolamentazioni inefficaci, perché ci sono in gioco forti interessi commerciali. Noi vogliamo contrastare tutto questo, e la scorsa estate siamo riusciti ad ottenere un importante risultato: i Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009 sono stati i primi Giochi senz’alcol. Durante le gare, infatti, sono state proibite le pubblicità di alcolici”. A questo punto, sono le canzoni di Poggipollini ad avere il sopravvento, non prima che il Rotary Club Pescara Nord gli abbia consegnato una targa ricordo che raffigura un trabocco: “So cosa sono i trabocchi, li conosco”, dice Poggipollini ricevendo il regalo. Non tutti sanno, infatti, che ultimamente Capitan Fede viene spesso in Abruzzo per questioni di cuore, e quindi ha imparato a conoscere la nostra regione.


Scorrono via “Cancellando ogni distanza” e “Incredibile potere”. Non manca “Occhi di miele”, che il chitarrista presenta così: “Pescara ha una grande tradizione di jazz, grazie alla presenza di un Festival molto famoso. E questo è un pezzo swing, che quindi si riallaccia al linguaggio jazz”. Nel finale, con “Bologna e piove”, Poggipollini chiede ai ragazzi di alzarsi: tutti in piedi sotto il palco per una festa che – si spera – lascerà un messaggio importante nel cuore dei giovanissimi.

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