Il grande ritorno di Rosko, il deejay che ha lanciato l'afro in Abruzzo

L'associazione Djk, formata dai migliori disk jockey e speaker radiofonici della regione, si è messa in moto per promuovere il loro collega, dimenticato troppo in fretta

Dj Rosko

Una cena collettiva per abbracciare un amico e collega, uscito dal giro delle discoteche troppo presto in seguito a vicissitudini personali che hanno compromesso la sua carriera professionale.
La storia di Roberto Scorrano, in arte Rosko Dj, è avventurosa e fa parte del jet set nazionale legato ai party alla moda e alle feste mondane organizzate dai personaggi più in voga negli anni '90.

Nato e cresciuto a Pescara colli, iniziò a far suonare i giradischi all'età di 11 anni per la gioia di tanti giovani adolescenti che si radunavano in un anonimo club vicino alla basilica della Madonna dei Sette Dolori.

Col passare degli anni divenne il trascinatore delle prime feste al "Piccolo Ranch", proponendo un genere musicale del tutto diverso dalla classica dance e lanciando una nuova tendenza destinata a diventare in seguito molto popolare. Rosko si specializzò nell'afro, mixando brani etnici dal sound particolare che fecero la sua fortuna e quella del titolare del Focus, la mitica discoteca di Orsogna, luogo di ritrovo di migliaia di ragazzi provenienti da ogni parte d'Italia. Un tipo stravagante, Rosko, capace di catturare le attenzioni del pubblico con il suo look bizzarro e quelle trecce di certo non comuni. Spesso si presentava in consolle a petto nudo con un serpente attorno al collo, oppure amava indossare sul capo dei variopinti cappelli a cilindro abbinati a camice multicolori e jeans strappati.

Di certo non passava inosservato, a tal punto che la contessa Pinina Garavaglia, nota organizzatrice di eventi, lo volle con sé nel suo gruppo di animazione, diventando il suo deejay preferito nelle serate allo "Studio V" di Alba (Cuneo), al "Covo di Nord Est" di Santa Margherita Ligure e poi Padova, Empoli, Caserta e tanti villaggi turistici in compagnia dello staff dell'agenzia Fashion di Milano. Anche lo stilista Rocco Barocco puntava sempre su di lui per alzare il livello delle feste vip, dove le più belle indossatrici internazionali facevano a gara per partecipare. Ancora oggi c'è chi conserva come delle reliquie le musicassette di Rosko, all'epoca costosissime e introvabili. Successivamente il passaggio dall'afro all'house, tanto per restare aggiornati e lavorare in ogni situazione. Roberto fu il primo dj ad avere un logo stilizzato.

La sua immagine stampata su adesivo divenne un'icona caratteristica per quella generazione. Purtroppo, con il passare degli anni, non seppe gestire al meglio lo straripante successo e l'inaspettata popolarità, perdendosi nei meandri di un percorso che lo ha portato oggi alla depressione. Romeo Tucci, amico e collega, ha deciso di mettergli a disposizione il suo impianto e insieme ad altri addetti ai lavori è partita una campagna di solidarietà e di promozione per permettere a Roberto di ritornare a suonare con continuità. Questa sera, 5 giugno, a Moscufo  si terrà una cena sociale del gruppo Djk, con Rosko a capo tavola, per programmare la sua stagione estiva.

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