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Domenica, 26 Giugno 2022
Cultura

Le cinte fortificate dai popoli italici in Abruzzo protagoniste al convegno Seac (associazione archeoastronomi)

La Seac è la più prestigiosa e antica associazione professionale di archeoastronomi, è un'organizzazione di circa 80 membri provenienti da 18 paesi, soprattutto europei

«I nostri antenati italici ci hanno lasciato un patrimonio inestimabile: le cinte fortificate. L’Abruzzo ha seguito per cent’anni la saga del guerriero di Capestrano lasciando alla mercé del totale abbandono i centri fortificati Italici (le cosiddette Cinte o Ocres), un vero unicum sul panorama internazionale».
A parlare è il pescarese Alessio Consorte, regista del docufilm "Decumano Maximo" che ha riscontrato grande successo nelle sale cinematografiche italiane.

A seguito degli studi sulle cinte fortificate commissionate dallo stesso regista e già raccontate in chiave documentaristica nel suo film dossier, la Seac ha promosso a pieno titolo questi studi esclusivi sugli orientamenti dei siti italici.

«Un lunghissimo spazio di tempo», prosegue Consorte, «in cui avremmo dovuto e potuto studiare, restaurare e capire il messaggio che i nostri antenati ci hanno lasciato al fine di comprendere appieno cos’è l’Abruzzo e cosa sia realmente l’Italia». La Seac è la più prestigiosa e antica associazione professionale di archeoastronomi, è un'organizzazione di circa 80 membri provenienti da 18 paesi, soprattutto europei. L’archeoastronomia è la disciplina che studia l’orientamento di siti, strutture e manufatti che facciano riferimento a targets astronomici. Silvia Motta, Adriano Gaspani e Alessio Consorte, hanno sviluppato l’ambizioso progetto di portare all’attenzione di studiosi di fama internazionale questo studio sull’orientamento astronomico di alcuni siti in Abruzzo, che sono strutture antichissime e quasi sconosciute nell’ambito degli studi archeologici italiani. L’originalità di questo lavoro risiede nel fatto che l’Abruzzo diventa protagonista e viene portata all’attenzione di un pubblico europeo. È l’unico studio che analizza la possibilità che queste strutture siano allineate rispetto a posizioni nel cielo, in certi periodi dell’anno, di eventi astronomici, come la levata e il tramonto del sole, della luna e di particolari stelle. Questa analisi archeoastronomica presentata alla Seac, è stata selezionata da una Commissione scientifica formata da esperti in varie discipline che hanno approvato solo alcuni progetti su centinaia di proposte. Appuntamento a Timisoara dal 5 al 9 settembre.

Lo studio sarà inoltre oggetto del prossimo documentario focalizzato sul cielo d’Abruzzo. Per coloro che volessero assistere alla proiezione della pellicola dossier “Decumano Maximo”, l’appuntamento è il prossimo 10 luglio al festival Flaiano al Marina in programma presso il Porto turistico Marina di Pescara.

Alessio Consorte conclude con un appello accorato alle istituzioni: «Il mio auspicio è che dopo questa pubblicazione scientifica sui siti italici d’altura del primo millennio avanti Cristo qualcuno si muova realmente. Per questo motivo lancio un appello al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio affinché possiamo incontrarci. C’è tanto ancora da dire, studiare e mappare definitivamente tutta questa miriade di siti archeologici: non possiamo perdere più tempo».

Silvia Motta: Astrofisica, Archeoastronoma. Membro della Seac, european society for astronomy in culture, della Sia (società italiana di archeoastronomia), della Sait, società astronomica italiana. I suoi studi accademici sull’astronomia delle civiltà mesoamericane del Messico (Maya, Aztechi), del Perù (Inca e Preincaici), della Mongolia e dell’Ordine dei Cavalieri Templari la portano a tenere conferenze di archeoastronomia in Italia e in tutta Europa.

Adriano Gaspani: membro dello staff dell'osservatorio astronomico di Brera (Milano), afferente all'Inaf (istituto nazionale di astrofisica - Roma). Membro della Sia (società italiana di archeoastronomia). Attualmente è uno dei massimi esponenti di archeoastronomia nel mondo.

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