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Domenica, 22 Maggio 2022
cinema

Undici detenuti del carcere nel film "La parola agli imputati", proiezione al Mediamuseum

Si tratta di un film realizzato in collaborazione con la casa circondariale di Chieti, che è stato proiettato oggi pomeriggio a Pescara. Quaresimale: "Progetto veramente innovativo"

È stato proiettato oggi pomeriggio, nel Mediamuseum, il film "La parola agli imputati", in cui "recitano" come protagonisti undici detenuti della casa circondariale di Chieti (Madonna del Freddo). Si tratta di un progetto realizzato in collaborazione con la stessa casa circondariale teatina nell'ambito del progetto "Fenice Felice", finanziato dalla Regione Abruzzo per dare un nuovo ruolo ai detenuti e portarli a confrontarsi con la società, per riflettere sul loro vissuto e rinascere liberi dal giudizio. 

Lo spettacolo, strutturato inizialmente in forma teatrale, è stato poi rielaborato in versione filmica con apposita regia cinematografica, al fine di consentire la visione in più repliche. I detenuti di Chieti sono stati presenti a Pescara, accompagnati con un apposito presidio di sicurezza, per assistere e confrontarsi con i 100 invitati in un "dopo-spettacolo", durante il quale hanno raccontato l’esperienza di partecipazione al corso di teatro in carcere nel difficile periodo dell’espiazione della pena.

Dopo gli interventi di Franco Pettinelli, direttore del penitenziario di Chieti, Maria Rosaria Parruti, presidente del tribunale di sorveglianza dell'Aquila, e Gianmarco Cifaldi, garante regionale dei detenuti, ha preso la parola l'assessore regionale alle politiche sociali, Pietro Quaresimale: "È un progetto veramente innovativo - ha detto Quaresimale - perché ha permesso di entrare direttamente in contatto con i detenuti e interagire con loro nella realizzazione di uno spettacolo dove proprio la condizione di imputato è al centro di un processo di riflessione e rivisitazione che coinvolge e capovolge i ruoli. La Regione, in questo modo, sulla linea dei finanziamenti che riguardano le politiche sociali, mostra chiara l'intenzione di contribuire in maniera concreta alla valorizzazione di progetti di inclusione rivolti non solo ai soggetti più fragili e in difficoltà della nostra società, ma anche i detenuti attualmente ristretti in istituti di pena e che un domani potrebbero essere i nuovi emarginati".

Il dibattito, introdotto da Stefania Basilisco, capo area giuridico-pedagogica di Madonna del Freddo, è stato moderato da Serenella Di Michele, reponsabile del progetto teatrale "Fenice Felice". Il lungometraggio è un libero adattamento de "La parola ai giurati" di Reginal Rose, portato al cinema nel 1957 con la regia di Sidney Lumet. 

“Tra gli obiettivi fondamentali – si legge in una nota di Aps Didattica teatrale, capofila del progetto – c'è quello di stimolare la capacità di riflessione critica delle persone detenute coinvolte e la disponibilità alla rivalutazione delle proprie esperienze, per approfondire quotidianamente il senso della rieducazione come finalità costituzionale della pena. Il film li vede interpretare la parte dei giurati, in uno straordinario scambio di ruolo in cui sono chiamati a giudicare la condotta del reo dal punto di vista della società, riflettendo sull’importanza del proprio percorso educativo e riabilitativo, l’unica strada in grado di condurli al riscatto morale”.

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