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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cucina

Tre piatti tipici del Pescarese, dagli arrosticini al dolce parrozzo

Mare, pastori, pasticceri raffinati e massaie: è ricchissima la tradizione culinaria pescarese, che ha reso nota la provincia per una serie di pietanze ricercatissime e apprezzate in tutto il mondo

Non solo mare, sole e divertimento. La nostra città offre ben più di locali che calamitano migliaia di giovani da tutto l'Abruzzo. Una delle sue ricchezze più grandi, oltre alla costa, è la cucina. Perché nonostante una tradizione relativamente meno antica rispetto agli altri capoluoghi di provincia, nell’arte culinaria e gastronomica, Pescara non ha nulla da invidiare al resto della regione.

Fra i piatti tipici il più famoso è il brodetto di pesce alle pescarese, la pietanza più conosciuta di una tradizione marinara ricchissima. Rispetto alle varianti di altre città costiere dell’adriatico, prevede pescato di zona che non contempla mai pesci azzurri o merluzzo. La nota di gusto più forte è data dai peperoni secchi, lasciati soffriggere con olio prima di cucinare i vari tipi di pesce o, in alternativa, tolto dal tegame per essere polverizzato in un mortaio con acqua e aceto rosso.

È un dolce uno dei gusti più conosciuti di Pescara: il parrozzo, nato quasi un secolo fa dalla creatività del pasticcere Luigi D’Amico, che nel suo laboratorio in pieno centro cittadino si ispirò, per la forma, al “pane rozzo” di origine contadina. Una volta impastati uova, cioccolato fondente, semolino, buccia d’arancia, mandorle dolci e amari, inviò la dolcissima semisfera all’amico poeta Gabriele D’Annunzio. Fu proprio lui a battezzarlo con il nome che l’ha reso famoso.

A chiudere la rassegna è il re d’Abruzzo, l’arrosticino di pecora, che sarebbe nato proprio nel pescarese. A contendersi la sua origine ci sono Vilal Celiera, Farindola, Carpineto della Nora, Montebello di Bertona e Civitella Casanova.

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