Cucina

Parrozzo e Presentosa, i dolci della tradizione a confronto

Uno nasce quasi 100 anni fa dalle mani di D'Amico e viene battezzato da D'Annunzio. L'altro è ideato dal pasticcere Camplone 50 anni dopo ed è diventato il simbolo della pasticceria di famiglia. Ma le prelibatezze al cioccolato presentano lievissime differenze

Il parrozzo nasce nel 1920, quando Luigi D’Amico, titolare di un laboratorio in centro, pensa a un dolce ispirato al “pane rozzo” di origine contadina, una pagnotta dalla forma semisferica, impastata con la farina di mais che le dava un colore giallastro. Per riprodurne le fattezze, usa le uova per il giallo e la copertura di cioccolato fondente, scura come la crosta bruciacchiata nel forno a legna. A questi due ingredienti abbina il semolino, la buccia di arancia o limone, le mandorle dolci e quelle amare.

Elaborato il dolce, D’Amico lo invia all’amico Gabriele D’Annunzio, che allora si era già stabilito nella residenza di Gardone Riviera. E questi ne risulta entusiasta al punto che risponde all’omaggio con un sonetto, di cui uno stralcio viene ancora oggi riportato sulla confezione del parrozzo, prodotto industrialmente dai discendenti del suo creatore, titolari della Luigi D’Amico Parrozzo Sas. In pochi anni tutta Italia conosce il gustoso dolce dalla forma semisferica, anche se la Seconda guerra mondiale dà un duro colpo alle vendite, distruggendo anche la sede della pasticceria D’Amico. Dopo una ripresa difficile, dalla fine degli anni '70 l’impresa si dedica solo alla produzione, creando i “parrozzini”, monoporzione del più grande parrozzo, ed esportando il gusto unico del dolce abruzzese in tutto il mondo.

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