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Nuovo Presidio Slow Food in Abruzzo: il fagiolo tondino del Tavo

A scommettere su questo legume sono tre produttori del Pescarese. Nello specifico, l’area di produzione comprende i quattro Comuni di Penne, Loreto Aprutino, Collecorvino e Cappelle sul Tavo

Il fagiolo tondino del Tavo è ufficialmente un nuovo Presidio Slow Food. Giorgio Davini, referente per l’Abruzzo, spiega che questo legume «assomiglia più a un pisello bianco che al classico fagiolo. Ci troviamo alle pendici del Gran Sasso, sul versante pescarese, lungo il quale il fiume Tavo disegna una vallata che sfocia nel mar Adriatico. Se nella zona pedemontana la fanno da padroni l’olivo e la vite, nelle aree più alte resta viva una forte tradizione legata alla montagna, cioè la coltivazione di cereali e legumi come il fagiolo tondino».

A scommettere su questo prodotto, piccolo, tondeggiante e chiaro, sono tre produttori del Pescarese. Nello specifico, l’area di produzione comprende i Comuni di Penne, Loreto Aprutino, Collecorvino e Cappelle sul Tavo. Per dare un futuro al tondino del Tavo, che stava rischiando di scomparire, ci è voluto l’entusiasmo di un ristoratore, Sergio Di Zio, che a inizio anni Duemila ha scommesso su questo fagiolo, così come, qualche decennio prima di lui, aveva fatto un altro cuoco della zona, Domenico Speranza.

In cucina le ricette sono molte: il tondino si gusta lessato e condito con olio extravergine d’oliva, oppure in zuppe di legumi e insalate. Tipico è l’abbinamento con la zucca, con cui condivide la medesima stagione di raccolta. Quello del Tavo, infatti, è un fagiolo tardivo: si semina tra la seconda decade di giugno e luglio e si raccoglie tra ottobre e novembre. Complessivamente, ogni anno si raccolgono circa 60-65 quintali di fagioli tondini del Tavo.

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