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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cucina

I cinque migliori prodotti tipici della provincia di Pescara

Dal pecorino di Farindola, realizzato con caglio suino come facevano gli antichi romani, al liquore Aurum battezzato da D'Annunzio, passando per i vini Igt delle colline pescaresi alla Centerba Toro prodotta con ricetta segreta da più di due secoli a Tocco da Casauria

Piena di scorci incantevoli e località degne di una tappa per i turisti, la provincia di Pescara non si risparmia in piatti prelibati e prodotti tipici del territorio. Ecco i 5 prodotti più caratteristici del pescarese per storia, sapori e produzione.

Nella provincia di Pescara c’è il cosiddetto “triangolo d’oro dell’olio”, costituito dalle località di Pianella, Moscufo e Loreto Aprutino, dove viene prodotta la maggiore quantità di olio della provincia, caratterizzato da un basso tasso di acidità, che lo rende gradevole al palato. Quella pescarese è una tradizione lunghissima di produttori di olio e proprietari di frantoi.

La Centerba Toro, realizzata nel 1817 dall’omonima azienda di Tocco da Casauria, all’inizio delle Gole di Tremonti, è uno dei sapori più conosciuti d’Abruzzo, specialmente nella sua versione “forte”, con gradazione alcolica di 70 gradi. È formata da un mix di erbe aromatiche e spezie pregiate raccolte esclusivamente sul monte Morrone, poi trasportate in sacchi speciali e lasciate essiccare al riparo da umidità e alte temperature. Anche la confezione, la classica bottiglia di paglia, ne ha fatto grande l’identità.

A dargli il nome fu il poeta Gabriele D’Annunzio, e forse è anche per questo che il liquore Aurum, nato agli inizi del Novecento dal fondatore della fabbrica che lo produceva, Amedeo Pomilio, ha conservato il suo fascino ancora oggi. La produzione industriale inizia nel 1925, negli anni Trenta viene costruito il liquorificio che, negli anni Settanta, è stato trasferito a Città Sant’Angelo. Con una gradazione di 40 gradi, l’Aurum è un liquore a base di brandy e infuso di arance. Viene molto utilizzato in pasticceria.

Realizzato con il latte di pecora e caglio suino, secondo una ricetta che risale ai tempi dell’antica Roma, il pecorino di Farindola viene prodotto non solo nel paese sul versante orientale del Gran Sasso, ma anche nei comuni limitrofi. Per tutelare un formaggio praticamente unico al mondo, per sapore e modalità di produzione, nel 2001 è nato anche un consorzio di tutela.

Ultimi, non per importanza, sono i vini Igt (Indicazione geografica tipica) Colline pescaresi, riservata a bianchi, rossi e rosati ottenuti da uve provenienti da vigneti composti da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la regione Abruzzo. Le caratteristiche sono strettamente vincolate a quanto stabilito da un disciplinare di produzione e la zona di coltivazione delle uve, ovviamente, non può essere fuori provincia.

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