Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

WWF: il Piano Regolatore del Porto di Pescara è da bocciare

Il progetto costerà 120 milioni di euro ma potrebbe costare anche di più e causerà solo danni alla città. I cittadini possono presentare osservazioni entro il prossimo 30 giugn

Il WWF gli armatori e i pescatori lanciano l'allarme: "Il nuovo piano regolatore Noli-De Girolamo-Pavia pone a rischio la sicurezza  della navigazione, espelle dalla città i pescatori, e aggrava l'insabbiamento dei due bacini e del fiume, con conseguenze dirette sui problemi di dragaggio".

Si tratta infatti di un progetto faraonico da bocciare che vedrà gravissimi danni per coloro che fanno della navigazione e della pesca la loro ancora di sostentamento e che, a causa del pozzo che si sarà formato dinanzi al molo saranno costretti a trasferirsi ad Ortona. Ma chi è che risarcirà i pescatori dai danni procurati?

L'Associazione Armatori operanti nel Porto di Pescara e il WWF hanno presentato le osservazioni al nuovo Piano Regolatore Portuale attualmente in procedura di Valutazione Ambientale Strategica. Le osservazioni, fortemente contrarie all'opera, sono sottoscritte anche dalla totalità dei comandanti dei pescherecci del Porto di Pescara.

Sino stati illustrati quindi i 6 punti che sottolineano come il progetto non fa che aumentare i problemi già esistenti. 50 capi dei pescherecci su 50 hanno bocciato questo nuovo progetto definendolo dannoso per le attività di pesca. Così insieme agli Armatori è stato presentato un documento di 45 pagine che individua ben 6 aspetti negativi nel Piano.

Qui di seguito si elencano le maggiori criticità individuate nel piano.

1) Il progetto crea un PERICOLO PER LA NAVIGAZIONE in quanto le imboccature previste per il nuovo scalo pescherecci e per il nuovo bacino commerciale, poste da Noli - De Girolamo - Pavia sono  rispettivamente a nord-ovest, 310° e sud-est, 98° secondo l'esperienza dei comandanti dei pescherecci e degli armatori crea forti problemi di navigazione nel periodo invernale allor quando i pescherecci si ritrovano a rientrare con moto ondoso e vento "al traverso". Lo stesso vale per le navi commerciali.

2) Il progetto genererà un insabbiamento notevole e costi di dragaggio insostenibili. La diga faraonica non farà che peggiorare una situazione già disastrata.

3) Con il nuovo progetto sarà inoltre possibile collegare le città e le banchine così i pescherecci dovranno traslocare direttamente ad Ortona.

La logistica del nuovo porto pescherecci sarebbe estremamente difficoltosa e tra l'altro prevede il passaggio di tutto il traffico delle nuove banchine (rifornimenti carburanti, camioncini per il trasporto del pescato ecc.) dietro la piazzetta della Madonnina e sotto il Ponte del Mare, in un corridoio strettissimo con interferenze importanti con i sotto-servizi, quali quelli collegati alla vasca di raccolta delle acque reflue. Tale situazione, inoltre, provocherebbe l'espulsione dei pescatori dal tessuto urbano della città, relegandoli in un “ghetto” a circa 500 metri di distanza, in contrapposizione al fatto che i pescherecci nel porto canale hanno costituito da sempre la cartolina che la città spende in ogni occasione.

4) LA GIMKANA DEL FIUME. Il progetto disegna per il fiume Pescara una nuova foce artificiale a SE. Questo assetto condurrebbe in un porto canale basco, dove i bracci del porto sono di 390 metri contro i 1400 metri del disegno proposto a Pescara. E' un paragone, quindi senza alcun nesso logico o tecnico. Un progetto che non tiene nemmeno conto dei 10-15 metri di marea che interessano la zona mentre a Pescara le maree arrivano appena a 50 cm.

 

5) ECOSFERA, la società che ha curato l'analisi socio-economica della proposta Noli - De Girolamo – Pavia, ha valutato dei possibili sviluppi giudicati come "immaginifici" dal WFF in quanto non si sono avvalsi di alcun riscontro oggettivo. Ecosfera ha cercato di dimostrare potenzialità che non esistono neanche nelle più rosee aspettative di sviluppo del traffico passeggeri in Adriatico. I pochi dati citati paiono invece suggerire ipotesi di sviluppo portuale più responsabile e tarato su di un più realistico afflusso di passeggeri.

 

6) I costi del progetto inoltre sono spropositati: il tutto ammonta a ben 120 milioni di euro non ammortizzabili in realtà con nessuno sviluppo economico, aumento del traffico all'interno del por che anzi vedrà il trasferimento dei pescherecci ad Ortona con un aumento significativo dei costi e della merce.

In realtà, considerando le problematiche della logistica sopra richiamate, secondo gli esperti consultati dagli armatori questo progetto potrebbe costare molto di più se non il doppio delle stesse stime dei progettisti.

Per tutti questi punti l'Associazione Armatori ed il WWF chiedono a tutte le forze politiche di schierarsi contro questo progetto faraonico, costosissimo che costituisce un ostacolo per l'economia locale e che non risolve i problemi già esistenti anzi li amplifica.

Tutti i cittadini possono presentare osservazioni alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS, i documenti progettuali sono reperibili sul sito WEB del Comune di Pescara) entro il prossimo 30 giugno. WWF e Armatori ricordano che il confronto con operatori, associazioni e cittadinanza deve avvenire quando tutte le possibili opzioni sono ancora aperte.

 

Armatori e WWF ribadiscono che il problema del dragaggio è assolutamente prioritario. Il dragaggio deve risolvere i problemi di tutti gli operatori portuali (pescatori, petrolieri, spedizionieri) e, quindi deve interessare le aree dal ponte dell’asse attrezzato presso il comune fino alla diga foranea.

 


Per gli esperti la soluzione al problema del dragaggio sta solo nel risolvere i problemi nella cassa di colmata già esistente. Quest'ultima se ben gestita potrebbe dare una soluzione anche per il recupero e il riutilizzo di gran parte della massa di sedimenti accumulati mano a mano che vengono dragati.

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