Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

WWF e la prof. D'Orsogna contro le 4 concessioni petrolifere in Abruzzo

"Indignazione fossile" da parte del WWF Abruzzo che si schiera contro le 4 concessioni di ricerca ed estrazione di idrocarburi lungo la cosa Abruzzese. Le compagnie petrolifere prendono di mira la costa teatina e teramana

"Indignazione fossile" da parte del WWF Abruzzo che si schiera contro le 4 concessioni di ricerca ed estrazione di idrocarburi lungo la costa Abruzzese.

Le compagnie petrolifere prendono di mira la costa teatina, teramana che seguono immediatamente le connessioni in mare del Settembre 2011 con tecnica Airgun sulla costa pescarese.

Sono state richieste altre 4 concessioni in merito ad idrocarburi che hanno buone probabilità "di ricevere la benedizione della Regione "secondo il WWF Abruzzo.

Per le associazioni ambientaliste come il WWF e anche per la Dottoressa d'Orsogna che anni si batte affinché le compagnie restringano le loro mire espansionistiche, la Regione Abruzzo e le scelte giudicate "ambigue" della giunta Chiodi, dimostrando una ferrea "volontà fossile".

Tutto ciò nonostante i cittadini abruzzesi abbiano dimostrato sempre una grossa contrarietà all'estrazione di petrolio nella propria regione dominata da riserve protette e economia di mare e di pesca.

Un atteggiamento sconcertante per gli attivisti del settore ambientale che affermano: "è un attacco che mette in discussione uno sviluppo in sintonia con il cambiamento dei tempi, chiesto da più parti anche a causa di una crisi economica micidiale che dovrebbe far cambiare registro partendo proprio dalle potenzialità dei territori e non dalla colonizzazione degli stessi da parte di piccole e grandi compagnie petrolifere".
Le due nuove concessioni che preoccupano di più gli ambientalisti non sono per la ricerca come è avvenuto nel Settembre 2011, ma per la coltivazione del petrolio. Le aree richieste sono: Colle San Giovanni a nel teramano e Aglavizza nel Vastese. Le due richieste di ricerca invece concernono Villa Mazzarosa e Villa Carbone sempre nel teramano.

Tutto ciò fa presupporre che se la politica non si oppone a queste richieste ed offre il suo benestare, prossimamente potrebbero essere attivi pozzi di petrolio lungo tutta la costa pescarese, teramana e teatina.  

Altre importanti accuse sono mosse dal WWF Abruzzo sia All'assessore alle politiche Agricole Mauro Febbo, sia al Presidente della Regione Gianni Chiodi. Se Chiodi infatti afferma che da che lui è presidente della Regione nessun'altra concessione è stata data in Abruzzo, gli ambientalisti oppongono invece che la legge N. 48 del 2010 era inefficace e ingarbugliava ulteriormente la legislazione.  

Contro l'Assessore Febbo invece si critica il fatto che è stata proprio la sua volontà a bloccare il parco della Costa Teatina che avrebbe difatti impedito il declassamento dell'Abruzzo da riserva protetta a regione mineraria.

Non ultime altre due importanti accuse il sito del Via (Valutazione impatto ambientale) della Regione è complicato e macchinoso. La Regione non fa niente dunque per informare i cittadini e non risponde nulla nemmeno a Roberto Petri, responsabile per la ricerca petrolifera per conto di Eni in Abruzzo che ha dichiarato alle telecamere del TG3 che "saranno ripresi tutti i progetti in sospeso compreso il Centro Oli", chiamato per l'occasione "centro di carattere industriale".

Una petizione congiunta iviata da Dante Caserta - Consigliere Nazionale WWF; Maria Rita D'Orsogna - Docente CSUN Los Angeles; Fabrizia Arduini - referente idrocarburi WWF Zona Frentana Costa Teatina.

Una petizione che ancora non ha avuto risposta.

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