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Villa Pini, le reazioni al sequestro dei beni di Angelini

A seguito del sequestro dei beni di Vincenzo Angelini, che ha portato alla confisca anche di Villa Pini, sono arrivate numerose reazioni dal mondo politico e sindacale, fra cui quelle di Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, PD e Ugl e dello stesso Angelini

Il sequestro dei beni di Vincenzo Angelini, magnate della sanità privata abruzzese, coinvolto nell'inchiesta "Sanitopoli", ha suscitato diverse reazioni nel mondo politico e sindacale della nostra regione.

Costantini, dell'Italia dei Valori, esprime la propria soddisfazione riguardo il sequestro, e punta il dito contro il Presidente Chiodi e le sue dichiarazioni riguardo la confisca dei beni.
"Chiodi, con le sue dichiarazioni, ha voluto in pratica "autoassolvere" la sua parte politica da qualisasi responsabilità nello scandalo della sanità abruzzese, di fatto smentendo quanto invece sta emergendo dalle indagini. In merito alla revoca dell'accredito della clinica, il Presidente, se davvero vuole intervenire concretamente, dovrebbe revocare l'accordo immediatamente invece di pensare a strade lunghe e tortuose: esistono già gli strumenti per agire" dichiara Costantini.

Il sindacato Ugl, invece, con Giuliana Vespa, parla di un "giro di boa" per il gruppo Villa Pini. "Finalmente lo scempio a cui assistiamo da due anni, che ha danneggiato 1.600 lavoratori e la collettività è destinato a finire. Chiediamo la revoca immediata degli accrediti regionali e la nomina di un commissario ad hoc che possa occuparsi della difficile situazione dei dipendenti di Villa Pini".

Paolucci, segretario del PD, dichiara: "Finalmente il grande accusatore che parla a rate, ha visto un provvedimento che lo colpisce e penalizza. Restiamo in attesa di vedere quali altri provvedimenti seguiranno questo sequestro, nel frattempo ricordiamo a tutte le Istituzioni coinvolte che il primo dovere è quello di salvaguardare i dipendenti ed i cittadini/pazienti".

Rifondazione Comunista, con Saia ed Acerbo, torna sulla posizione del Presidente Chiodi: "Finalmente Chiodi si è svegliato e parla della revoca degli accrediti di Villa Pini. Meglio tardi che mai, anche se ora è necessario intervenire in modo serio e deciso, e non con le improvvisazioni viste fino ad oggi".

Infine, arriva anche il commento del diretto interessato Angelini: "L'atteggiamento di Chiodi evidenzia la volontà di far sparire il Gruppo Villa Pini e far morire la clinica stessa. Le dichiarazioni in merito alla revoca dell'accredito della clinica arrivano, stranamente, proprio ora che la Regione è chiamata a rispondere delle ingenti somme dovute. E' vergognoso inoltre che la Cgil abbia riunito il suo direttivo in un bar all'interno di Villa Pini, inneggiando all'intervento della Guardia di Finanza".

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