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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

"Siamo i meno pagati tra le forze dell'ordine", i vigili del fuoco scioperano anche a Pescara

Sciopero Conapo di quattro ore oggi, sabato 9 dicembre, per retribuzioni, pensioni e assunzioni. La mobilitazione si terrà dalle 9 alle 13. Chiamati in causa il premier Gentiloni e i ministri Padoan, Minniti e Madia, ma anche tutti i politici di maggioranza e opposizione

Protesta nazionale dei Vigili del Fuoco oggi, sabato 9 dicembre, con quattro ore di sciopero (dalle 9 alle 13) che vedranno coinvolti anche i caschi rossi di Pescara. L'iniziativa è del Conapo, il sindacato autonomo che da tempo ha sollevato il caso delle retribuzioni e delle pensioni dei Vigili del Fuoco, comparandole con gli appartenenti alle Forze di Polizia, rispetto ai quali “percepiscono 300 euro in meno ogni mese e sono penalizzati anche dal punto di vista previdenziale”.

I Vigili del Fuoco di Pescara, insieme ai colleghi di tutta Italia, invieranno al governo il forte segnale del loro malessere: chiedono attenzione politica immediata nella legge di bilancio in discussione in questi giorni in parlamento con stanziamenti di risorse finanziarie specificatamente dedicate ai Vigili del Fuoco per equiparare il loro trattamento retributivo e pensionistico con quello degli altri Corpi dello Stato, ma anche più attenzione al personale in divisa per quanto riguarda il contratto di lavoro e il riordino delle carriere perché per il Conapo “bisogna differenziare chi indossa una divisa e chi fa l’impiegato pubblico”.

"Rischiamo la vita come e più degli appartenenti agli altri Corpi dello Stato ? sottolineano i rappresentanti del primo sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco - e siamo impiegati nei servizi di pronto intervento dal giorno dell' assunzione sino al giorno della pensione, un servizio operativo che non ha eguali nello Stato. Eppure siamo il Corpo più bistrattato dallo Stato, nonostante mettiamo costantemente a disposizione, come e più degli altri corpi, la nostra vita per la sicurezza dei cittadini”.

Anche Pescara sotto organico

Con lo sciopero nazionale i pompieri del Conapo chiamano in causa direttamente il premier Gentiloni e i ministri Padoan, Minniti e Madia, ma anche a tutti i politici di maggioranza e opposizione perché i vigili del fuoco e la sicurezza sono di tutti e necessitano di impegno bipartisan. Alla base della protesta c'è anche la cronica carenza di pompieri determinata dai tagli alle assunzioni.

Ci sono stati tagli economici in tutta la pubblica amministrazione e dunque anche nei Vigili del Fuoco che invece sarebbero dovuti rimanere al passo dei tempi con le innovazioni tecniche, l'investimento in mezzi e attrezzature; inoltre lo spostamento e accentramento dei centri di spesa presso le direzioni regionali, oltre a togliere autonomia economica ai comandi Provinciali, ha dilatato i tempi di risposta sia per le necessità quotidiane che per la manutenzione dei mezzi di soccorso, delle attrezzature tecniche e delle stesse sedi di servizio.

“Mancano in Italia circa 3mila vigili del fuoco dai 32mila previsti - dice il Conapo - Il piano di assunzioni straordinarie inserito dal governo nella legge di bilancio ne recupera 1300 nei prossimi 5 anni, è una bella inversione di tendenza rispetto ai tagli del passato, ma ha la grave criticità di rimandare il grosso delle assunzioni troppo al futuro, infatti prevede solo 50 assunzioni aggiuntive al turnover per il 2018 in tutta Italia, troppo poche per pensare di far fronte adeguatamente alle nuove emergenze dovute ai cambiamenti climatici, ai ripetuti terremoti, alle alluvioni, ma anche agli incendi, specie dopo la soppressione del Corpo Forestale dello Stato”.

Il Conapo fa sapere che lo sciopero è nazionale ed interesserà tutte le sedi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, comprese le sedi aeroportuali e coinvolgerà tutto il personale dipendente, escluse le regioni Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige che dispongono di corpi regionali e provinciali dei Vigili del Fuoco. I Vigili del Fuoco comunque assicureranno, durante l'azione di sciopero, tutti i servizi di soccorso pubblico alla popolazione, i servizi pubblici essenziali, come previsto dalle norme che regolamentano gli scioperi di settore.

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