Cronaca Centro / Via Chieti, 83

Sgomberata palazzina in elevato stato di degrado: al suo interno vivevano anche bambini

Intervento della Polizia Municipale, questa mattina, presso lo stabile ormai fatiscente, che si trova in via Chieti. Il sindaco Marco Alessandrini: "Sono stati presi in carico i minori che vi alloggiavano"

Nella mattinata odierna gli uomini del servizio Anti Degrado della Polizia Municipale hanno effettuato un sopralluogo con sgombero presso uno stabile fatiscente in via Chieti, 83. L’operazione, richiesta dal sindaco Marco Alessandrini, è stata coadiuvata anche dai Vigili del Fuoco, dai servizi sociali del Comune di Pescara e dalla Volante.

“Sullo stabile ci era arrivata più di una segnalazione, oltre a un’interrogazione consiliare – così Alessandrini – E' un edificio privato su cui abbiamo fatto più di un sopralluogo e dove oggi la Polizia Municipale è tornata, trovando degli occupanti. Si tratta di una famiglia di provenienza romena, genitori e tre bambini piccoli, che sono stati condotti presso gli uffici sociali del Comune per espletare tutte le azioni che richiede il caso, segnalato anche al Tribunale dei Minori dell’Aquila per le rispettive competenze. Lo stabile è fatiscente e in via di demolizione, un pericolo per l’incolumità pubblica e per chi vi trova riparo, oltre che luogo ad elevatissimo rischio degrado: da qui l’intervento”.

La famiglia sarà seguita dagli assistenti sociali del Comune, che stanno provvedendo a trovare una sistemazione ai piccoli e alla madre. Una volta messe al sicuro le persone, l’edificio, di concerto con la proprietà, è stato sgomberato da suppellettili e oggetti pericolosi e gli ingressi sono stati murati per impedire ad altri di entrare. All’interno, riferisce la Polizia Municipale, sono state trovate diverse bombole del gas, cosa che ha richiesto la presenza preventiva anche dei Vigili del Fuoco durante le operazioni.

“Com’è accaduto l’estate scorsa con i senza fissa dimora accampati nell’area di risulta e seguiti dalle unità di strada nate dalla sinergia fra Comune e associazioni che quotidianamente operano nel sociale, non c’è solo la repressione, l’intervento abbraccia anche il lato sociale specie quando sono coinvolti minori, in questo caso alcuni molto piccoli”, ha concluso Alessandrini.

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