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Vendeva falsi posti di lavoro ai clandestini: sospeso un avvocato

Divieto di esercitare la professione per due mesi per un avvocato che preparava documenti falsi per far lavorare i clandestini come domestici. In cambio dei "favori" compensi tra i 2.500 e i 3.000 euro

Prima le denunce dei clandestini, poi le indagini e infine la sospensione. E' quello che è accaduto ad un avvocato del foro di Chieti, ma con studio anche a Pescara, che vendeva dei falsi lavori agli extracomunitari.

L'avvocato nel periodo compreso tra settembre 2009 e aprile 2010, ha predisposto una serie di documenti fittizi in favore di cinque cittadini senegalesi facendo risultare falsamente che i clandestini possedevano i requisiti necessari per svolgere il lavoro irregolare di domestici e badanti. In cambio di questi documenti compensi compresi tra 2 2.500 e i 3.000 euro per ciascuna pratica.

In seguito alla denuncia degli stessi extracomunitari la Squadra Mobile di Pescara ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti dell’avvocato D.L., alla quale è stato imposto il divieto temporaneo di esercitare la professione forense per due mesi. La donna, infatti, è indagata per il reato di favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina.
 

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