Cronaca Farindola

Valanga Hotel Rigopiano, parla l'uomo che ha ricevuto la richiesta di aiuto: "Giampiero era disperato"

E' il prof. Quintino Marcella, docente all'Istituto Albeghiero di Pescara e titolare del ristorante "Isola felice" di Silvi l'uomo che ieri sera ha dato l'allarme dopo aver ricevuto la chiamata dall'amico sopravvissuto

Erano le 17,45 di ieri pomeriggio quando al cellulare del prof. Quintino Marcella, docente dell'istituto alberghiero e titolare del ristorante "L'Isola Felice" di Silvi, arriva una chiamata via whatsapp. Proviene dal numero del suo chef Giampiero Parete, in vacanza per due giorni con la sua famiglia all'Hotel Rigopiano Gran Sasso di Farindola.

E' una disperata richiesta di aiuto urlata tra le lacrime e la voce tremante per il freddo e la paura. Giampiero è uno dei due superstiti che ha lanciato per primo l'sos dalla struttura travolta dalla slavina. Si è salvato in maniera del tutto fortuita perchè proprio in quel momento si era recato in auto per prendere degli effetti personali.

VALANGA HOTEL RIGOPIANO, ESTRATTO IL PRIMO CORPO

All'interno dell'albergo ci sono ancora la moglie Adriana ed i figli Ludovica di 6 anni e Gianfilippo di 8." Dopo la prima drammatica telefonata sono riuscito a sentirlo ancora diverse volte fino alle 20 circa - racconta il prof. Marcella - poi non c'è stato più modo di mettermi in contatto con lui. Era disperato ed angosciato per la sua famiglia in quanto sin dal primo istante ha capito la gravità dell'accaduto. Insieme a lui anche un amico, il sig. Salzetta. Entrambi sono attualmente ricoverati all'ospedale di Pescara. Giampiero è in buone condizioni, anche se è assistito dall'equipe del reparti di Rianimazione. Ho cercato di rincuorarlo, ma so benissimo anche io che la speranza è molto vana di poter trovare altre persone vive. Conosco benissimo quell'edificio, essendo io originario della contrada Case Bruciate di Farindola. Sono stravolto e mi sto recando in ospedale per abbracciare il mio dipendente". 

Marcella ha poi aggiunto: "Il mio allarme non è stato preso sul serio inizialmente: ho chiamato in Prefettura per far presente l'allarme ricevuto da Giampiero ma mi hanno fatto tante domande, dicendo che dall'hotel un paio d'ore prima era stata segnalata una situazione assolutamnete tranquilla. Poi ho deciso di rivolgermi alle Forze dell'Ordine e dopo un paio d'ore è scattata la macchina dei soccorsi".

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