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Usura, estorsione e spaccio: arrestati due rom di Popoli

Una coppia di rom di Popoli è stata arrestata dai Carabinieri con l'accusa di concorso in spaccio di stupefacenti, usura ed estorsione. Minacciavano i tossicodipendenti che non pagavano, appropriandosi delle loro auto

Usura, estorsione, concorso in spaccio di stupefacenti.

Questi i reati per i quali una coppia di etnia rom originaria di Popoli è finita in carcere all'alba di ieri mattina. L'arresto è stato eseguito dai Carabinieri di Popoli e Montesilvano, dopo un' indagine svolta dalla Compagnia di Popoli, diretta dal capitano Del Giudice.

Si tratta di Di Rocco N, 32 anni, nato a Popoli ma residente a Montesilvano, pregiudicato, e della moglie Nuccitelli E., nata a Popoli, pregiudicata.

I due a partire dal 2002 fino alla fine del 2009, hanno prima venduto e ceduto droga "a credito" ad alcuni tossicodipendenti, in particolare cocaina, per poi passare alle minacce quando qualche consumatore era in ritardo nei pagamenti, applicando tassi d'interesse altissimi, arrivando a chiedere il 10% per ogni giorno di ritardo. Per 5 grammi di cocaina, pagata 400 euro, la coppia chiedeva 100 euro al giorno di interessi.

In questo modo si innescava un vero e proprio circolo vizioso che portava i tossicodipendenti alla disperazione, anche a seguito delle minacce ricevute, atti intimidatori che facevano leva anche sul carattere violento della famiglia di Di Rocco, conosciuta nell'ambiente per la particolare inclinazione alle violenze fisiche.

In alcuni casi, i Carabinieri, che hanno indagato grazie alle intercettazioni telefoniche ed ai numerosi pedinamenti ed appostamenti eseguiti, hanno accertato che la coppia si era impossessata anche delle vetture dei tossicodipendenti morosi (una Lancia Y ed una Ford Focus).

Proprio grazie alle denunce ed alla collaborazione di alcune vittime dei due rom, i militari sono riusciti a ricostruire il sistema messo in atto dagli arrestati. Di Rocco, in particolare, era già stato arrestato nell'ottobre 2009, ed a quel punto le minacce e le richieste di denaro sono state materialmente messe in atto da alcuni familiari stretti dell'uomo, fra cui alcuni cugini e fratelli.

Solo alcuni dei tossicodipendenti minacciati hanno collaborato con i Carabinieri, e per questo sono stati denunciati per favoreggiamento.

L'arresto è stato eseguito presso l'abitazione del padre di Di Rocco, in via Mosa a Montesilvano.

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