Uomo di Montesilvano resta bloccato con il cane su un salto di roccia a 2.700 metri sul Gran Sasso, salvati dal Soccorso Alpino [FOTO]

Il 55enne, originario di Atri, dopo aver percorso la linea direttissima con la moglie, le figlie piccole per un'escursione al Corno Grande

Paura in montagna per un uomo di 55 anni residente a Montesilvano rimasto bloccato con il suo cane su un salto di roccia a quota 2.700 metri sul Gran Sasso dopo essere partito da Campo Imperatore con la famiglia nel tardo pomeriggio di ieri, venerdì 21 agosto.
Il 55enne, originario di Atri, dopo aver percorso la linea direttissima con la moglie, le figlie piccole per un'escursione al Corno Grande.

Ma l'itinerario alpinistico ha alcuni passaggi impegnativi, alcuni dei quali anche esposti, che rendono la verticalità dell'ambiente molto suggestivo. 

Una volta iniziato il tratto alpinistico è però molto difficile tornare indietro. L’escursione procedeva tranquilla, ma a un tratto l’uomo e il suo cane hanno incontrato un salto di roccia e si sono fermati, mentre la moglie e le figlie hanno proseguito l’escursione. L’uomo pensava di riuscire ad affrontare con il suo amico a quattro zampe l’ostacolo, ma purtroppo non ci sono riusciti e sono rimasti bloccati su un salto di roccia a quota 2.700 metri. I familiari dell’uomo non vedendolo arrivare si sono allarmanti e alcuni escursionisti che lo hanno avvistato con il suo cane hanno chiesto l'intervento dei vigili del fuoco, ma la sala operativa, data la delicatezza dell'intervento, ha scelto di far intervenire gli uomini del Soccorso Alpino e Sopeleologico d’Abruzzo, gli unici legittimati a svolgere i soccorsi in montagna, nelle grotte, nelle forre e negli ambienti impervi. 

Il problema è stato che il cane, un esemplare femmina di pastore abruzzese, visto il vuoto sottostante si è bloccato non volendo più muoversi da lì. Ancora in fase di salita però, l'uomo da solo ha deciso di non proseguire, lasciando che il resto della famiglia raggiungesse la cima e scendesse poi fino a Campo Imperatore. Con i viveri al seguito e tutto il necessario per affrontare la via alpinistica, che ormai i due avevano percorso per metà, l’uomo era probabilmente convinto di riuscire a riportare a valle il proprio cane che, istintivamente, per la presenza dei numerosi salti rocciosi, ha cominciato a dare segni evidenti di paura.

Il soccorso alpino allertato dopo le 18:30, è immediatamente partito con una squadra da terra di tre uomini, che già alle 20:45 hanno raggiunto l'uomo e il suo cane al limite del calar del sole. Le dimensioni e lo stato di insicurezza del cane, bloccato immobile da ore in parete, hanno creato non poiché difficoltà ai soccorritori, che sono riusciti con una particolare tecnica ad imbragare il cane e assicurarlo al padrone per poi assicurare quest'ultimo e iniziare la delicata discesa. 

L’intervento è terminato poco prima di mezzanotte quando l'uomo è stato riportato dall’equipe del Soccorso Alpino a Campo Imperatore, dove lo attendevano la moglie a le due figlie piccole. 
Anche l’uomo, non soltanto il cane, dopo un’intera giornata in quota era infatti spossato e i soccorritori, dopo averli imbracati entrambi, li hanno supportati nella discesa con l’ausilio delle corde. «Pur essendo spaventato», racconta la squadra di soccorso, «il cane si è progressivamente fidato di noi. Inizialmente procedeva con la coda tra le zampe, forse intimorito anche dalle manovre con le corde per imbracarlo, poi però ha iniziato a scodinzolarci e sulle sue zampe ha percorso tutto il tragitto del ritorno». 

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