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Uccise il padre a Popoli, Corazzini giudicato incapace di intendere e volere

Secondo la perizia condotta da Maurizio Cupillari, Sante Corazzini, il 43enne che nel 2013 uccise il padre a coltellate, non era capace di intendere e volere al momento del delitto ed anche attualmente

Un ricovero permanente in una struttura psichiatrica protetta, in quanto incapace di intendere e volere non solo al momento del delitto ma anche attualmente.

E' la diagnosi fatta dallo psichiatra Maurizio Cupillari, incaricato della perizia su Sante Corazzini, il 43enne che nel 2013 uccise a Popoli il padre a coltellate al termine di un violento litigio.

Secondo lo psichiatra, Corazzini non sarebbe socialmente pericoloso ma ha bisogno di seguire una terapia farmacologica costante e datosi che le sorelle non possono occuparsi di lui adeguatamente, va internato in una struttura specializzata.

Il pm aveva chiesto l'applicazione di misure cautelari all'uomo, ma la richeista è stata respinta dal Gup. Il 30 giugno prossimo sarà discussa in aula la pericolosità sociale dell'uomo.

Corazzini aspettò che il padre si coricasse per colpirlo con dei fendenti mortali alla gola ed al petto con un coltello da cucina. Negli anni '90 aveva ucciso un anziano dopo un litigio, per presunti abusi sessuali subiti. Era in libertà in quanto ritenuto seminfermo e dopo aver ricevuto la grazia dal Presidente della Repubblica Ciampi.

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