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Tre anni di carcere all'oculista che chiedeva soldi ai pazienti

E' stato condannato per concussione a tre anni di reclusione e cinque di interdizione ai pubblici uffici l'oculista pugliese che operava nella clinica privata Pierangeli. L'uomo chiedeva soldi ai pazienti per interventi pagati dal servizio sanitario nazionale

E' stato condannato a tre anni di carcere e cinque di interdizione dai pubblici uffici l'oculista pugliese Giuseppe Tarantino, accusato di concussione.

Il tribunale di Pescara ha quindi accolto le richieste dell'accusa, secondo la quale il medico operava nella clinica privata Pierangeli chiedendo soldi ai pazienti per interventi rimborsati dal servizio sanitario nazionale.

In realtà, l'oculista è stato giudicato colpevole solo per due dei sei episodi contestati dall'accusa. Tarantino fu arrestato nel 2004 dalla Squadra Mobile di Pescara, ed ha sempre negato ogni accusa dichiarandosi innocente.

Il sistema era semplice: il medico, molto conosciuto nel centro sud per i suoi interventi per risolvere la miopia, faceva arrivare pazienti soprattutto dalla Puglia a Pescara, per essere operati nella clinica Pierangeli.

Per l'intervento, però, chiedeva una tariffa di circa 500 euro, nonostante l'intervento, in Abruzzo, fosse rimborsato completamente dal servizio sanitario nazionale. Soldi quindi illegittimi che venivano versati al medico nelle visite successive di controllo, anche se quest'ultime non avvenivano.

Tarantino è stato anche condannato al risarcimento di 20 mila euro a testa per le tre parti civili che si sono costituite al processo.
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