Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Abruzzo piazza di stoccaggio dell'organizzazione criminale sgominata dai Ros: sequestrati oltre 100 chili di droga

Emergono dettagli sull'operazione che ha portato all'esecuzione di 14 misure cautelari in Italia (arresi anche a Pescara) e all'estero: la droga veniva portata dalla Spagna nel nostro Paese via gomma con proprio la nostra regione come meta per stoccare hashish (100 i chili sequestrati) e cocaina (un chilo quello rinvenuto) e distribuirla poi nelle piazze di spaccio

La droga in Italia e quindi anche in provincia di Pescara dove pure si proceduto con perquisizioni e arresti, arrivava via gomma dalla Spagna e proprio l'Abruzzo era la regione in cui veniva stoccata per poi essere smerciata nelle piazze di spaccio del territorio e in quelle marchigiane.

Questo uno dei dettagli emersi sull'operazione antidroga condotta dai carabinieri del Ros che ha permesso di sgominare un'organizzazione internazionale e frutto dell'attività investigativa avviata nel 2021 proprio nella nostra regione e sviluppatati in coordinamento con la Dcsa (Direzione centrale dei servizi antidroga) e con la collaborazione di Eurjust e Europol oltre che con il supporto della Rete @On a guida della Dia (Direzione investigativa antimafia).

Un'operazione che ha portato al sequestro di circa 100 chili di hashish e cocaina con gli investigatori che hanno ricostruito quali sarebbero stati i ruoli dei singoli associati all'interno del sodalizio criminale.

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Secondo quanto emerso si trattava di una organizzazione criminale svincolata dai contesti di criminalità organizzata di tipo mafiosa, e costituita da cittadini italiani, spagnoli, argentini e colombiani dedita al traffico di hashish e cocaina anche a livello internazionale.

L'approvvigionamento avveniva in Spagna attraverso alcuni degli indagati che lì vivono e trasportata dai corrieri in Italia: la droga veniva occultata all'interno di autotreni che sarebbero stati nella disponibilità dell'organizzazione con l'Abruzzo, come detto, meta di stoccaggio.

Secondo gli investigatori il sodalizio poteva contare su uomini di fiducia in tutto il Paese e all'estero e su punti di riferimento in Spagna e Germania.

Coadiuvati dai Comandi provinciali di Teramo, Pescara, Fermo, Ascoli Piceno, Brescia e Perugia e in coordinamento con il Landeskriminalamt del Nord Reno – Westfalia (Germania), l’Udyco Central della Policia Nacional (Spagna), la Police Judiciaire Fédérale di Mons (Belgio) e il dipartimento anti-narcotici della polizia nazionale dell’Ucraina, i carabinieri hanno eseguito 14 misure cautelari, in province italiane e all’estero, emesse dai gip (giudice per le indagini preliminari) dei tribunali dell’Aquila e Teramo, su richiesta rispettivamente della Dda di L’Aquila e della procura ordinaria di Teramo.

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