Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

La difficile vita di Thomas ucciso a 16 anni con 25 coltellate, era scappato due volte da una comunità

Cristhopher Thomas Luciani era scappato l'ultima volta da una comunità a Isernia nella quale era ospitato venerdì scorso

La vita di Cristhopher Thomas Luciani era senza dubbio diffcile, complicata ma è finita davvero male e sopratutto troppo presto.
Una giovane vita che si apprestava a compiere 17 anni stroncata con una violenza inaudita attraverso 25 coltellate inferte da due coetanei di buona famiglia.

Che poi anche il concetto di buona famiglia andrebbe forse rivisto se i risultati sono questi. 

Thomas, come già accaduto nell'ottobre del 2023, era fuggito venerdì scorso dalla comunità di Isernia dove era su disposizione dei giudici in seguito a una piccola condanna per piccoli reati, sempre legati alla droga.

Il ragazzo ucciso nel parco Baden Powell di via Raffaello a Pescara era stato quindi qualche giorno allo sbando. Nel programma rieducativo avrebbe dovuto frequentare un laboratorio per parrucchieri a Campobasso. In base a quanto si è appreso, negli ultimi due anni il ragazzo aveva dato qualche problema anche ai servizi sociali di Rosciano dove viveva dall’età di tre anni con la nonna. «Una comunità sconvolta», ammette il sindaco di Rosciano Simone Polozzi.

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Thomas era molto conosciuto dalle strutture comunali di Rosciano, e secondo quanto appreso era considerato un bambino fragile e con problemi, «segnato dalla vita, ma fin quando è stato seguito da noi era sotto controllo», spiegano. Poi l’adolescenza, tanto che le sue fughe da casa negli ultimi tempi erano frequenti, specie da quando aveva iniziato le scuole a Pescara. Chi ha sentito la nonna parla di una donna distrutta, avvertita poco prima di mezzanotte di quanto accaduto. Le ipotesi sul suo ritorno a Pescara (forse con il cellulare in dotazione) da clandestino sono quindi legate a regolamento di eventuali conti precedenti a febbraio scorso, periodo nel quale era stato assegnato alla comunità di Isernia. La comunità aveva denunciato il suo mancato rientro già da venerdì.

«La cosa che non ti aspetti», è il laconico commento del sindaco Palozzi, «è che quello che doveva essere un carnefice è diventato una vittima di soggetti di una società apparentemente con più certezze di lui, quelli che vengono chiamati dei ragazzi perbene». Un insegnante di Thomas rivela come in tanti abbiano cercato di aiutare il ragazzo per cercare di riportarlo su una retta via ma il quadro familiare e personale del giovane era ormai decisamente compromesso. 

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