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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca Farindola

"Il Tg1 censura le vittime di Rigopiano", scoppia il caso

A lanciare l'accusa è il superstite Giampaolo Matrone, che nella tragedia ha perso la moglie Valentina: il riferimento è al “caso” del comizio elettorale nella chiesa di Atri, dove fu celebrato il funerale di tre vittime

Le telecamere erano lì per noi, ci hanno intervistato, ma poi non è andato in onda nulla: il Tg1 ha censurato le vittime di Rigopiano. Siamo stati “oscurati”. Chi ha chiamato dall'alto per non creare problemi alla corsa al Senato di D'Alfonso?”.

Sono piene di rabbia le parole di Giampaolo Matrone, il pasticciere di Monterotondo sopravvissuto miracolosamente al disastro che il 18 gennaio 2017 ha colpito tutta l'Italia ma che sotto l'hotel travolto dalla valanga ha perduto la moglie Valentina, oltre all'uso della mano destra e a quello, parziale, della gamba destra, che può solo strascinare.

I fatti incriminati risalgono alla serata di martedì 20 febbraio. Il Comitato Vittime, proprio per non dare adito a qualsiasi sospetto di strumentalizzazione politica, durante la campagna elettorale ha deciso di tenere un profilo bassissimo, rimandando anche la consueta manifestazione che organizza a ogni “compi-mese” della tragedia, cioè il giorno “18”.

Ma alla notizia che il Partito Democratico, con una scelta non proprio felice, organizza un appuntamento elettorale nella chiesa di Sant'Agostino ad Atri, dove fu celebrato il funerale di tre delle 29 vittime, e che deve intervenire anche il Governatore dell'Abruzzo Luciano D'Alfonso (a cui il Comitato addebita responsabilità per il fatale ritardo dei soccorsi e che è adesso candidato al Senato con il Pd), i familiari non ci stanno e decidono di presentarsi all'evento per gridare il loro sdegno, avvisando le testate giornalistiche.

Che infatti arrivano, numerose, e documentano tutto, a cominciare dai momenti ad alta tensione che precedono l'inizio del comizio. Tanto che alla fine D'Alfonso, avvisato - a quanto pare - via sms della presenza di “quelli di Rigopiano”, diserta l'incontro, acuendo ulteriormente la rabbia dei familiari delle vittime.

“Il Tg3 ha trasmesso il servizio, i giornali locali hanno scritto, riportando peraltro proprio le nostre dichiarazioni rese al cronista del Tg1. Ci aspettavamo che ne desse notizia anche il telegiornale della rete ammiraglia della Rai, ma niente: il Tg1 non ha più mandato in onda nulla – accusa oggi Matrone, dopo giorni di inutile attesa di un servizio finito nel cassetto – Tutto censurato, oscurato. Una vergogna nazionale, un atto gravissimo che il sevizio pubblico metta a tacere la legittima protesta dei familiari di 29 morti e non utilizzi un servizio che aveva già a disposizione. E' chiaro che qualche intervento molto influente ha bloccato tutto: evidentemente D'Alfonso ha amici molto in alto. Siamo disgustati da questa informazione”.

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