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Tentato omicidio con il Coumadin: Daniela Lo Russo, "Sono innocente"

La donna, interrogata stamane in tribunale, si è così difesa: "Non ho avvelenato mio marito e non c'entro nulla con l'aggressione". Ieri sono stati sentiti il figlio Michele Gruosso e il colombiano Andrei Edwin Zabala Mosquera

"Non ho avvelenato mio marito e non c'entro nulla con l'aggressione. Sono innocente". Si e' difesa cosi' Daniela Lo Russo, 42 anni, accusata insieme al figlio, Michele Gruosso, 22 anni, di aver tentato di uccidere il marito, un 52enne di Spoltore, titolare di una piccola attivita' edile, somministrandogli il farmaco "Coumadin", potente anticoagulante.

L'interrogatorio davanti al gip del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, e' durato poco piu' di un'ora. Presente anche il pm Rosangela Di Stefano. La donna, che si trova in carcere da sabato scorso con l'accusa di tentato omicidio aggravato in concorso, e' difesa dall'avvocato Giancarlo De Marco.

"La mia assistita - ha detto il legale - ha fornito la sua versione dei fatti e ha detto al gip di non aver fatto nulla. Non sa assolutamente nulla del Coumadin". Sulla sussistenza o meno del reato contestato, De Marco, ha detto: "Credo che sia ancora tutto da verificare e accertare".

L'avvocato ha presentato richiesta di sostituzione della misura cautelare. Il piano omicida messo a punto, secondo l'accusa, da Lo Russo e Gruosso e' stato scoperto dai carabinieri del Nor di Pescara e del Nas, che sono intervenuti e hanno salvato la vita al marito della 42enne.

IL MALORE - Ieri pomeriggio Daniela Lo Russo aveva accusato un lieve malore. L'indagata, che sarebbe cardiopatica, a un certo si e' sentita male e il giudice ha fatto chiamare i soccorsi. Giunti sul posto, hanno misurato la pressione alla donna e hanno, quindi, accertato che non era nulla di grave. Lo Russo e' stata poi riaccompagnata in carcere e l'interrogatorio di garanzia della 42enne e' stato rinviato a questa mattina perche' la donna doveva nominare un nuovo difensore. Madre e figlio erano assistiti dallo stesso avvocato, Leonardo Casciere, ma, nel corso dell'interrogatorio del giovane, si e' creata una situazione di incompatibilita'.

IL FIGLIO INCOLPA LA MADRE - E' stato secretato l'interrogatorio di garanzia di Michele Gruosso, tenutosi ieri pomeriggio. "L'interrogatorio e' stato reso solo da Gruosso - ha spiegato l'avvocato Leonardo Casciere - ma e' stato secretato. Si e' creata una situazione di contrasto e, quindi, di incompatbilita' tra la posizione della madre e quella del figlio". In sostanza, Gruosso avrebbe incolpato la madre, attribuendo a lei tutte le responsabilità di quanto accaduto in questa vicenda.

IL COLOMBIANO AMMETTE L'AGGRESSIONE - Ha ammesso l'aggressione Andrei Edwin Zabala Mosquera, il colombiano residente a Silvi accusato di lesioni personali aggravate in concorso ai danni del 52enne di Spoltore. L'uomo, assistito dall'avvocato Alessandro Arienzo, ha sostenuto che Daniela Lo Russo e suo figlio Michele Gruosso sono i mandanti: "Dovevo solo dargli una lezione - avrebbe detto al gip - Dovevo colpirlo in modo lieve e non ucciderlo".

"Il mio assistito - ha detto ai cronisti l'avvocato Arienzo al termine dell'interrogatorio - ha chiarito tutti gli aspetti della vicenda e le dinamiche reali. Ha ammesso l'aggressione, ma si e' dichiarato innocente rispetto ad un suo coinvolgimento per quanto concerne tutti i fatti piu' gravi, relativi cioe' all'accusa di tentato omicidio. Doveva solo dargli una lezione. I motivi non posso riferirli, comunque, sono ragioni di carattere morale che non posso specificare".

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