Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Svaligiavano case rurali tra Chieti e Pescara, in quattro finiscono ai domiciliari

Sgominata un'associazione dedita ai colpi in abitazione: l'operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nor di Pescara. Arrestati due stranieri e due italiani, accusati a vario titolo di furto e ricettazione

È in corso, dalle prime ore della mattina, un’operazione condotta dai Carabinieri del Nor di Pescara per l’esecuzione di quattro ordinanze di arresti ai domiciliari nei confronti di due italiani, un albanese e un romeno (ma quest'ultimo è al momento irreperibile). Le accuse sono di ricettazione e associazione per delinquere specializzata in furti in abitazione. Colpite diverse case dell’entroterra teatino e pescarese.

L’indagine ha preso il via nel mese di febbraio, a seguito del controllo di un 29enne romeno residente a Tollo, gravato da varie denunce per reati contro il patrimonio, che è stato fermato in compagnia di un 48enne albanese residente a Pescara, anch'egli gravato da segnalazioni analoghe.

L'AUTO E' STATA MESSA SOTTO CONTROLLO - I Carabinieri hanno quindi iniziato a monitorare il mezzo tramite apparato GPS per verificare se i due fossero dediti alla commissione di furti. I sospetti si sono rivelati fondati: la macchina monitorata, infatti, si muoveva in orari notturni nelle campagne dell’entroterra teatino e pescarese effettuando soste prolungate in prossimità di abitazioni rurali.

L'ulteriore conferma è arrivata quando sono giunte le denunce di furto di diversi abitanti della zona che collimavano con i percorsi e le soste tracciate dal sistema di monitoraggio. I Carabinieri hanno quindi deciso di procedere alle intercettazioni delle utenze telefoniche dei due fermati scoprendo che effettivamente i soggetti in questione, insieme a un terzo elemento, un 42enne di Montesilvano, si organizzavano con cadenza quasi giornaliera per commettere furti in abitazioni rurali specialmente nella provincia di Chieti.

E' stata allora installata una cimice all’interno dell’auto monitorata, che non ha fatto altro che confermare che i tre si erano stabilmente organizzati con il solo fine di commettere reati contro il patrimonio.

8 FURTI COMMESSI TRA IL CHIETINO E IL PESCARESE - Ben 8 i furti accertati: il primo a Guastameroli di Frisa il 3 marzo. I tre hanno rubato alcuni attrezzi agricoli, del valore di circa duemila euro, nascondendo la refurtiva in un casolare poco distante dal luogo del furto con l’intenzione di recuperarla in un secondo momento. La mattina successiva, però, i Carabinieri hanno trovato gli oggetti rubati e li hanno restituiti alla vittima. Incredibile la reazione dei tre: tornati sul posto la sera seguente e non avendo trovato ovviamente la refurtiva, hanno commesso un nuovo furto sempre all’interno della stessa abitazione, rubando le stesse cose della notte precedente. Un altro colpo è stato messo a segno a Tollo il 6 marzo, con lo stesso modus operandi: i ladri, all’interno di un'altra abitazione rurale, hanno sottratto oggetti di vario tipo per un valore di circa 2.000 euro. Altri furti con le medesime modalità operative e tipologia di refurtiva sono stati messi a segno a Frisa (9 marzo), Ortona (10 marzo), Canosa Sannita (11 marzo) e Frisa (12 marzo). Altri due sono stati commessi nei giorni seguenti a Civitella Casanova e Scafa.

Impressionante la costanza del terzetto, che quasi ogni sera perpetrava almeno un furto in abitazione portando via merce di qualsiasi tipo, anche di scarso valore. Vista la serie ininterrotta di furti i Carabinieri, dopo aver accertato perfettamente il modus operandi e avendo tutte le informazioni necessarie a fermare la commissione di reati, hanno organizzato un agguato. La notte del 15 marzo, i malviventi, sempre con il mezzo monitorato, si sono recati ad Arielli: come di consueto dal mezzo scendevano il romeno e l'albanese, mentre il 42enne di Montesilvano si allontanava per effettuare una lunga sosta in aperta campagna. I due stranieri hanno caricato sull’auto il materiale appena rubato e a questo punto è scattata la trappola: i militari dell'Arma sono intervenuti fermando il mezzo, che aveva accennato un’improbabile fuga. I tre sono stati arrestati per furto in flagranza e tutta la refurtiva è stata recuperata e restituita all’avente diritto.

I RICETTATORI - La complessa attività di indagine ha permesso anche di trovare i ricettatori della merce rubata dal terzetto. Dal monitoraggio della loro vettura, infatti, si è notato che dopo i furti, o al massimo il giorno seguente, i ladri si recavano presso un immobile di un 55enne di Tollo; le intercettazioni hanno permesso di accertare che l’uomo ricettava la merce rubata vendendola tramite diversi canali a inconsapevoli cittadini che compravano in buona fede, nella convinzione di fare buoni acquisti. Per evitare che gli oggetti rubati venissero totalmente ricettati, i Carabinieri hanno perquisito i locali in uso al ricettatore recuperando la quasi totalità della merce rubata.

Un'altra figura emersa dalle indagini è quella di un commerciante 46enne di Montesilvano: per lui non è stata emessa alcuna ordinanza di custodia cautelare, ma è stato solo denunciato in stato di libertà per il reato di ricettazione. L’uomo, secondo quanto accertato, vendeva la merce rubata attraverso mercatini dell’usato riuscendo così a nascondere meglio la sua attività di ricettatore.

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