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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Cronaca Centro / Corso Vittorio Emanuele II

Sportellista delle Poste centrali sventa una truffa da mille euro a danno di due giovani

Erano andati nell'ufficio di corso Vittorio Emanuele per ricaricare una Postepay e acquistare uno smartphone, ma la donna si è insospettita quando i ragazzi le hanno detto che il venditore sarebbe appartenuto alle forze dell'ordine: la chiamata in caserma e la scoperta che non era così

Si era spacciato per un appartenente alle forze dell'ordine per dare credibilità a quella che si sarebbe rilevata una truffa: farsi ricaricare mille euro sulla Postepay da una coppia di ragazzi per l'acquisto di uno smartphone. È stato proprio al momento del versamento che la sportellista avrebbe fiutato che qualcosa potesse non andare, invitando i ragazzi a telefonare alla caserma cui l'uomo aveva detto di appartenere. Quindi la scoperta che il suo nominativo non risultava e lo stop all'operazione. A insospettire la donna proprio il fatto che i due ragazzi le avevano detto, al momento del pagamento, che l'uomo aveva dato loro informazioni sul suo conto e cioè proprio quella di appartenere alle forze dell'ordine.

A riferire la vicenda è Poste Italiane con il fatto avvenuto nell'ufficio di corso Vittorio Emanuele. Un'intuizione quella dell'impiegata arrivata anche e soprattutto dalla preparazione dato che aveva partecipato al corso antifrode organizzato in modalità webinar dalla struttura Fraud management, sicurezza fisica e antiriciclaggio dell’Area Centro per sensibilizzare il personale abruzzese sui temi della sicurezza e del contrasto alle truffe e ai raggiri ai danni dei cittadini.

All’evento di formazione, oltre ai quattro direttori provinciali Pio Violante, Domenico Conte, Daniele Evangelisti e Massimiliano Perazzetti, hanno partecipato i direttori degli uffici postali e numerosi gruppi di ascolto di operatori di sportello abruzzesi. Questo perché, si legge nella nota diffusa, l’ufficio postale è il primo luogo in cui i cittadini, che sono inconsapevolmente vittime o sospettano di essere stati vittima di una frode, si recano e la velocità di intervento del personale è un elemento chiave per poter bloccare tempestivamente le eventuali transazioni avviate o le carte di credito compromesse nel caso in cui il cittadino avesse fornito i dati riservati (credenziali e pin).

“Tutti noi dipendenti abbiamo una doppia responsabilità – ha detto durante il webinar il responsabile della struttura Fraud managment Valerio Coppotelli -, quella di evitare il furto dell’identità digitale diffondendo prevenzione e quella di riconoscere e sventare truffe allo sportello. In ufficio postale abbiamo fino all’ultimo la possibilità, grazie alla fiducia che i cittadini ripongono in noi, di dissuadere i clienti dal proseguire con operazioni anomale”.

Le truffe più diffuse e come difendersi

Quanto avvenuto nell'ufficio postale del centro è anche l'occasione per ricordare che spesso arrivano sms con alias, cioè mittenti con nomi come identici come “Poste Info” che si inseriscono nelle conversazioni tra utente e azienda ma Poste Italiane. Poste che però, ricorda Coppotelli “non invia mai messaggi chiedendo dati personali e richieste perentorie e minacciose per trasferimenti di denaro”. I rischi maggiori sono legati proprio ai tentativi da parte di terze persone di carpire, attraverso artifizi o raggiri, i dati riservati dei clienti, come dati della carta di pagamento, utenza, password, codici di accesso e dispositivi. “Ai nostri clienti – continua il relatore – dobbiamo sottolineare che la prima cosa da tenere bene a mente è che un truffatore non può fare nulla senza la collaborazione della sua vittima”.

Un trucco ricorrente è ad esempio quello del messaggio (o mail) che avvisa il cliente di un tentativo di accesso non autorizzato al suo conto corrente. Il passaggio successivo è una telefonata da parte di un sedicente responsabile antifrode, che stabilisce un contatto con la vittima e cerca di ottenere le credenziali di accesso o lo invita a eseguire un bonifico su una carta prepagata per mettere al sicuro i risparmi. In caso di trasferimenti di grosse somme di denaro, la vittima si reca allo sportello e viene “guidato” telefonicamente dal truffatore. In alcune circostanze è accaduto che il truffatore abbia tentato di stabilire un contatto addirittura con lo sportellista o con il direttore. Pertanto, sottolinea ancora Coppotelli, “ogni volta che un cliente durante le operazioni a sportello contemporaneamente conversa al cellulare dobbiamo alzare il livello di attenzione, essere prudenti e soprattutto trovare il modo per mettere in guardia la probabile vittima di frode”.

Coppotelli ricorda infine come nei casi sospetti il personale degli uffici postali si può rivolgere ai due centri dedicati alla prevenzione delle frodi, il Fraud prevention center di Roma e il centro di Monitoraggio frodi di Torino. I due centri, che impiegano più di 100 addetti, con lunga esperienza nel campo della sicurezza finanziaria e della cyber security, sono attivi 24 ore su 24 a garanzia della sicurezza di tutte le operazioni compiute negli uffici postali e online, attraverso le carte di pagamento.

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