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Cronaca Spoltore

Spoltore: adottato il “codice etico per la buona politica”

La carta di avviso pubblico è stata proposta dalla capogruppo di minoranza Marina Febo. Soddisfatto il sindaco Di Lorito: "Ben vengano proposte per ribadire la legalità"

Con 14 voti favorevoli dei presenti, ieri a Spoltore, durante la seduta del consiglio comunale, è stata approvata la mozione - presentata dalla capogruppo della minoranza, Marina Febo - con cui i votanti si impegnano ad adottare la “Carta di Avviso Pubblico. Codice Etico per la buona politica”. La proposta rientra nell’ambito della campagna civica “Amministratori Pubblici o Privati?”.

«Abbiamo voluto adottare – ha commentato il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito – volontariamente i vincoli della Carta che sono ancora più stringenti di quelli imposti dalla legge per declinare i principi di trasparenza, disciplina ed imparzialità nel nostro lavoro di amministratori. Quando arrivano proposte per ribadire il concetto di legalità ed imparzialità, sono sempre ben accette, perché siamo da sempre in prima fila nella riaffermazione della etica in politica».

La Carta di Avviso Pubblico è composta da 23 articoli ed è un'integrazione della Carta di Pisa. Vincola gli amministratori ad obblighi generali di diligenza, lealtà, onestà e trasparenza, correttezza ed imparzialità, che vanno ad aggiungersi a quelle previste dalla legge e il cui rispetto consente di innalzare il livello etico di coloro che amministrano la Cosa pubblica e soprattutto di separare il più possibile gli interessi pubblici da quelli privati. La finalità della Carta è eliminare la cultura del “favore” e ogni forma di possibile clientelismo. In particolare, si eliminano eventuali conflitti di interesse e il cumulo di mandati politici, l’esercizio immotivato delle competenze discrezionali, le attività professionali con soggetti privati che hanno legami con il Comune.

Inoltre si contrastano la mancata trasparenza sull’appartenenza ad associazioni o organizzazioni pubbliche o private e sugli interessi finanziari, l’irregolare finanziamento dell’attività politica, gli sprechi e il non corretto utilizzo delle risorse pubbliche, le nomine non effettuare in base al merito, la non sincerità con i mezzi di comunicazione ed infine la reticenza con l’autorità giudiziaria.

«E’ sicuramente una Carta molto esigente nei confronti degli amministratori pubblici che l’adottano - ha concluso Marina Febo - ma è il giusto peso che dobbiamo sopportare per riguadagnare credibilità e fiducia nei confronti dei cittadini che devono poter tornare a credere nelle istituzioni».

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