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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

Spara in strada al consigliere teramano Giansante e poi si barrica in casa minacciando di darsi fuoco: arrestato

Due i colpi che il 60enne arresosi solo dopo una lunga trattativa, avrebbe esplodo con una scacciacani che si è poi inceppata. Giansante usciva da un bar di Nereto (Teramo) quando è stato raggiungo dal colpo alla gamba. A portare avanti la trattativa con il 60enne disoccupato e che avrebbe precedenti e sarebbe affetto da disturbi, sono stati i carabinieri

Ha prima sparato in strada con una scacciacani ferendo a una gamba i consigliere provinciale di Teramo oltre che consigliere comunale di Martinsicuro ed ex presidente della provincia Luciano Giansante, per poi darsi alla fuga lanciando benzina verso i carabinieri che lo inseguivano, rinchiudersi in casa e minacciare di darsi fuoco. Dopo una lunga trattativa la resa e l'arresto per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione illegale di arma da fuoco.

Momenti di vero terrore quelli che mercoledì 22 maggio si sono vissuti a Nereto (Teramo) dove nella tarda mattinata il consigliere è stato raggiunto da uno dei due colpi che l'uomo, un 60enne disoccupato con precedenti anche per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, avrebbe sparato prima che l'arma si inceppasse. A riportare la notizia è l'agenzia Adnkronos.

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“Ero appena uscito da un bar di Nereto (Te) con un amico e stavo andando a riprendere la macchina – ha raccontato Giansante -. Ero nella zona di piazza Marconi a Nereto quando mi è parso di sentire un primo colpo d’arma da fuoco, uno sparo. Poi ce n’è stato un secondo, che mi ha raggiunto alla gamba sinistra. Non so se sia un grosso pallino o un proiettile, ma qualcosa mi ha bucato i pantaloni: nella gamba c’è un. Foro d’entrata e uno di uscita. Sono originario di Nereto – aggiunge il consigliere -. Si tratta di una persona che ha disturbi, conosco la sua famiglia. Secondo me ha sparato al primo che si è trovato davanti. Comunque solo tanto spavento, sto bene”, conclude.

Subito dopo lo sparo sul posto sono accorsi carabinieri, vigili del fuoco e soccorritori. L'attività di negoziazione è stata lunga, ma alla fine il 60enne, cui per ragioni di sicurezza erano stati staccati luce e gas, si è calmato e si è arreso. Certo è che, dichiara all'agenzia il comandante provinciale dei carabinieri di Teramo, il tenente colonnello Pasquale Saccone, sebbene si trattasse di una scacciani quella era “un'arma che poteva anche uccidere”.

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