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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Società fallita manometteva i bilanci e la documentazione, sequestrati beni per oltre 8,7 milioni

In azione la guardia di finanza di Pescara, che per la precisione ha sequestrato 8.724.903,29 euro. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale, su richiesta della locale procura

Società fallita nel 2019 manometteva i bilanci e la documentazione, sequestrati beni per oltre 8,7 milioni. In azione la guardia di finanza di Pescara, che per la precisione ha sequestrato 8.724.903,29 euro. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale, su richiesta della locale procura.

I militari hanno notificato 5 informazioni di garanzia per reati fiscali e fallimentari agli amministratori pro tempore della società fallita e a un professionista. Contestualmente sono stati sottoposti a sequestro:

  • 10 fabbricati
  • 2 terreni
  • 1 opificio industriale
  • 1 cassetta di sicurezza  
  • 15 conti correnti bancari

Le fiamme gialle hanno accertato artifizi contabili che, come si legge in una nota, si concretizzavano "nell'eliminazione di poste contabili creditorie, nella sottovalutazione di elementi attivi e nella sopravalutazione di elementi passivi. La falsa rappresentazione dei dati contabili è stata asseverata da un professionista di fiducia della società, nella fase della domanda di ammissione al concordato preventivo".

Prima del fallimento, la società avrebbe fatto ricorso, abusandone, alla domanda della procedura concorsuale del concordato preventivo presentandola in ben 5 occasioni, mai con esito favorevole e "con finalità meramente dilatorie". Dalle indagini è inoltre emerso che alla società fallita, già da tempo in cronico stato di insolvenza, era subentrata una “new-co” riconducibile allo stesso gruppo famigliare.

La cessione del ramo d’azienda produttivo della società fallita (al prezzo di 2,2 milioni, contro il valore stimato di 6,2 milioni) in favore della new-co aveva, di fatto, privato l'azienda di tutte le risorse necessarie, aggravandone il dissesto. È così emersa, spiegano dalla gdf, una "complessiva esposizione debitoria della fallita per circa 26 milioni di euro (di cui circa 15 milioni per debiti tributari, costantemente lievitati nel tempo)".

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