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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca Portanuova / Piazza Giuseppe Garibaldi

Skatepark, Sel: "Riattiviamo gli spazi urbani sottoutilizzati"

Ettorre, Santroni e Martelli rispondono a Confcommercio, che aveva chiesto di togliere gli skateboard da piazza Garibaldi: "Sbagliato ghettizzare i giovani e reputare semi-illegali queste attività"

Roberto Ettorre, coordinatore comunale di Sel, insieme ai consiglieri comunali Daniela Santroni e Ivano Martelli interviene sulla possibilità di realizzare uno Skatepark a Pescara rispondendo indirettamente a Confcommercio che nei giorni scorsi ha chiesto di mandare via gli skateboard da piazza Garibaldi.

"Riqualifichiamo gli spazi sottoutilizzati per dar vita a contesti che siano di supporto alla creatività giovanile - si legge in una nota - Proviamo a fare come in molte città europee e americane, ma anche come la “nostrana” Rovigo… coinvolgiamo la popolazione locale, i giovani, le istituzioni e le professionalità sul territorio per ripensare, riqualificare e trasformare gli spazi sottoutilizzati in “in-between”. Per questo lanciamo due proposte alla città sulle quali ci impegneremo sin dai prossimi giorni: lanciare una campagna di progettazione partecipata di alcune aree sottoutilizzate della città per trasformarle in luoghi vivi e socialmente rilevanti per i giovani; riattivare al più presto lo skatepark dei colli, installando le barriere sonore che mancano".

Secondo Ettorre, Santroni e Martelli, "Sbaglia chi intende “cacciare” gli skater senza neanche porsi il problema della qualità e dell’utilizzo degli spazi urbani. La socialità e l’utilizzo della strada parco non è, oggi, messo in discussione da nessuno, neanche dai maggiori sostenitori della filovia. E allora non si spiega perché quando si va a toccare la libera espressione delle nuove generazioni, la città e gli operatori gridano subito alla pericolosità e alla rumorosità! Lo skateboarding (piazza Garibaldi), così come la breakdance (stazione di Portanuova), il pattinaggio acrobatico (riviera Nord) o il parkour e il wrinting (in varie zone della città), sono da sempre associati a un forte senso di indipendenza. Invece di ghettizzare i giovani e reputare semi-illegali queste attività, la città dovrebbe impegnarsi per sviluppare queste risorse creative".

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