Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Sima Spa: tassi d'interesse alle stelle, due arresti per usura

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pescara hanno arrestato due persone con l'accusa di usura ai danni di imprenditori pescaresi. Applicavano tassi d'interesse altissimi e trattenevano tangenti

Offrivano prestiti ad imprenditori e commercianti in difficoltà, garantendo la possibilità di ricevere denaro nonostante i richiedenti non avessero i requisiti necessari per accedere ad un finanziamento tramite i circuti legali tradizionali.

Solo che, al momento di elargire il prestito, trattenevano per loro una parte dei soldi e soprattutto applicavano tassi d'interesse altissimi ed illegali.

Per questo tre persone (due sono già arrestate l'altra è attualmente all'estero), sono state arrestate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pescara, con l'accusa di usura.

In manette sono finiti Celso Franco, 63enne di Ortona e residente a Francavilla al mare,  e Mazzocco Domenico, 45 enne di Vasto. I due sono ai domiciliari.

A Celso, direttore della società finanziaria SIMA Spa, si rivolgevano dunque i piccoli imprenditori pescaresi in difficoltà, spesso tramite intermediari (fra cui l'arrestato Mazzocco).

I debitori venivano raggirati e convinti prospettando fantomatici affari ultra vantaggiosi nell'acquisto di immobili, dai quali ricavare la liquidità necessaria poi per saldare i debiti precedentemente contratti. In cambio, il trio riceveva una "tangente" che era costituita da una parte del finanziamento ottenuto, a titolo di favore e ringraziamento per aver concesso il credito nonostante l'assenza dei requisiti previsti in tempi rapidi, grazie a documentazione falsa prodotta dagli arrestati stessi. Di solito si trattava del 10% della somma ricevuta, ovviamente in nero.

Lo schema prevedeva:

  • individuazione di un immobile di medie/grandi dimensioni in vendita a prezzi inferiori rispetto al valore di mercato (trattativa ovviamente falsa)
  • concessione di un mutuo pari al valore dell'immobile sul mercato, con la possibilità di trattenere la differenza  per ripianare i debiti
  • eventuali prestiti campone a breve termine (oltre alla tangente iniziale del 10%), denominati pre finanziamenti
  • tassi d'interesse altissimi (dal 4 al 25% mensile), che aggravavano ulteriormente la posizione dei debitori, ai quali chiedevano di presentare altre persone da utilizzare come prestanome per nuovi finanziamenti, esibendo sempre documentazione falsa

Quando l'imprenditore non era più in grado di pagare, la perdita veniva accollata alle società eroganti il finanziamento, mentre i soldi ottenuti col sistema usuraio venivano percepiti dagli arrestati.

I due intermediari di Celso operavano attraverso la società di brokeraggio "Selezione Mutui", con sede proprio davanti al Comando Provinciale dei Carabinieri di Pescara. I finanziamenti erano erogati per conto della CAPITAL FIN s.r.l. e CAPITAL FIN s.p.a., entrambe di Napoli, di cui il CELSO era rispettivamente socio e procuratore generale.

L'indagine è partita nel 2008 grazie al ritrovamento di un assegno emesso da un meccanico pescarese a disposizione di uno spacciatore, durante una perquisizione. Proprio il meccanico è stato il primo a raccontare ai carabinieri l'intera vicenda ed il meccanismo messo in piedi dall'usuraio, che si era anche rivolto a un rom di Pescara pensando di poter risolvere il problema dei debiti accumulati.

Un'indagine lunga e complessa, che, come ha sottolineato il Comandante Provinciale Colonnello Galanzi, è particolarmente delicata in quanto spesso le vittime di usura sono reticenti e tendono a nascondere i fatti e le responsabilità dei loro strozzini.

Il Pm di riferimento è il dott. Varone, il Gip che ha firmato le ordinanze d'arresto il dott. De Ninis.
 

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